Intervista al regista di Tutta colpa di Kubrick

Ecco cosa ci ha detto sulla nuova web series che trovate su YouTube.

Oggi abbiamo intervistato Simone Ciancotti Petrucci, il registra e produttore della web serie Tutta colpa di Kubrick. Qui trovi il primo episodio e continua a leggere se vuoi sapere cosa ci ha detto:

A chi è venuta l’idea di creare questa web series?

Nell’estate del 2015, nel giorno di ferragosto per la precisione, ho sviluppato l’idea che ha portato alla nascita del cortometraggio “Tutta colpa di Kubrick“.
Girato tra la fine di quell’anno e l’inizio del successivo, con quel lavoro ho ottenuto i primi riconoscimenti in alcuni festival.
L’idea era semplice, volevo raccontare la mia passione per il Cubo di Rubik e per Stanley Kubrick, con tutta la confusione che generano questi due nomi nelle persone, ma anche parte dell’universo del mondo complottista.
Sono sempre stato un grande appassionato di complotti e della grandissima fantasia che c’è dietro, ben prima che il 2020 ci rivelasse quanti cospirazionisti ci siano al mondo, ed ero felice di essere riuscito a trovare un modo per raccontare questi diversi aspetti.
Negli anni successivi, dopo aver realizzato altri due cortometraggi “Nemesi” e “Ci sarà tempo”, due lavori che mi hanno dato tantissime soddisfazioni e che si sono fatti conoscere nel circuito festivaliero, ho pensato che i personaggi di “Tutta colpa di Kubrick” avrebbero potuto avere uno sviluppo maggiore.
Che, in qualche modo, era un peccato averli lasciati nel dimenticatoio.
Nell’estate del 2018 ho parlato con Francesco Bonaccorso e Valerio Rosati, attori e coautori della serie, per raccontargli questo mio desiderio di rimettere mano a quella storia con un nuovo intreccio ed un nuovo formato.
Pensai potesse diventare uno spettacolo teatrale, ma poi ho capito che difficilmente avremmo trovato uno spazio per metterlo in scena e del pubblico a cui farlo vedere.
Erano anni che mi chiedevano come mai non facessi nulla dichiaratamente per il web, ho colto l’occasione.
Emiliano Bucci è venuto a completare la squadra degli autori e credo di poter dire che siamo riusciti ad amalgamarci bene.

Raccontaci brevemente la trama…

Roma, giorni nostri. Simone è un giovane avvocato in carriera, convive con la sua Irene, e trascorre le giornate tra l’ufficio, il tribunale, la vita di coppia o i film di Stanley Kubrick. Antoniomaria è suo amico da sempre. Giornalista di un piccolo quotidiano locale, innamorato perso della compagna Anna, è anche un complottista convinto, acceso sostenitore della teoria che vorrebbe Kubrick alla regia di quello che sarebbe stato il finto sbarco sulla Luna di Armstrong, Aldrin e Collins. Per questo motivo, Stanley Kubrick e gli americani sono i suoi acerrimi nemici. Simone prova in tutti i modi a staccarsi da quella che sembra essere un’amicizia ormai logora, piena di sermoni e giudizi, ma non ha il coraggio di essere onesto con Antoniomaria e peggiora sempre la situazione. Valerio, padre di famiglia e marito perennemente sotto stress, non contribuisce a migliorare le cose. Irene detesta Antoniomaria e lo vuole lontano anni luce da casa, Simone palesa tutta la sua immaturità in ogni occasione, Antoniomaria vive nel suo mondo, senza preoccuparsi troppo degli altri, Valerio è sempre, perennemente, messo in mezzo, totalmente incapace di puntare i piedi e, mentre Emiliano mangia tutto quello che può, la vita corre veloce.

Foto di @GiorgiaSpoletini

Qual’è il messaggio che vuoi lanciare?

Non c’è un vero e proprio messaggio, ho voluto semplicemente raccontare dei meccanismi umani ed il modo in cui, spesso, ci troviamo a far male alle persone che diciamo di amare o a cui vogliamo bene.

Principalmente per mancanza di coraggio, per la paura di affrontare le proprie responsabilità o di prendere decisioni.
Dando sempre la colpa al “Kubrick” di turno.

I pro e i contro di creare una web series da pubblicare su YouTube?

I pro sono molteplici.

SI può arrivare a chiunque e hai la possibilità di fare ciò che vuoi senza che nessuno possa limitare quello che vuoi dire o fare.
O quasi.
I contro sono diversi.
Sul web ha maggiore visibilità quello che è di tendenza, ciò che diventa virale o che si adatta ad una fruizione immediata, magari non molto impegnativa, a volte stereotipata o poco approfondita.
Non sempre.
E’ anche vero che, negli anni, sono emersi diversi creators che hanno approfondito la divulgazione scientifica, quella artistica, il mondo culinario, quello dei viaggi ecc…
Quindi si possono, comunque, creare prodotti di qualità.
Il problema è che è molto difficile farsi una base solida di utenti pronti a seguirti quando parti da zero.
Soprattutto se non hai volti noti e pretendi di portare una serie molto poco “web”; “Tutta colpa di Kubrick” ha degli sketch o degli episodi che si basano sulla scenetta con uno svolgimento autoconclusivo, con una narrazione verticale, ma ha anche una struttura narrativa orizzontale.
Un racconto che inizia con puntata uno e finisce con puntata nove.
Se vuoi sapere come va a finire devi seguire tutte le puntate in ordine, non puoi fermarti a metà.
Rischi di perdere qualcosa.

Quindi è un progetto molto particolare, molto poco “web”.

Chi è l’attore che ti ha dato più soddisfazione e ti ha divertito di più durante le riprese? E perché?

Diciamo che le riprese me le sono godute molto poco in generale.
Sono stati giorni complessi, in cui dovevamo girare una quantità infinita di scene (abbiamo girato quasi tutti gli episodi in un week end di primavera 2019, vi lascio immaginare il ritmo forsennato) e c’è stato davvero poco tempo per rendersi davvero conto di quello che si stava facendo.
Lo si faceva e basta, al meglio.
La domenica, quello che è stato il terzo giorno, ci siamo alzati alle 5 di mattina per avere tempo di finire tutto quello che dovevamo fare.
Appena uscito di casa, mentre mi allacciavo le scarpe sul pianerottolo, mi sono messo a sfogliare le mail sul cellulare (per vedere se ci fosse qualcosa che avrei dovuto fare o ricordarmi) e ne ho trovata una di un festival romano in cui, la sera prima, era stato presentato il mio cortometraggio “Ci sarà tempo”:
A causa di alcune circostanze, anche si sarebbe dovuto tenere alcune settimane prima, era finito nello stesso week end in cui erano state programmate le riprese e, visto che è molto difficile far coincidere gli impegni di vita o lavoro di dieci persone, non ho potuto spostarle.
La sera prima non sono neanche riuscito ad andare alla proiezione.
Ecco, quella domenica, proprio quella domenica, una mail chiedeva la mia presenza in un festival che voleva premiarmi.
Ho trascorso l’intera giornata a cercare qualcuno da mandare al mio posto, nei pochi intervalli delle riprese, non potevo certo allontanarmi dal set con tutto quello che dovevamo fare e, alla fine, anche se ho deciso di restare lì per girare quello che mancava, non abbiamo comunque finito.
La sera ho perso la possibilità di essere premiato da Sebastiano Somma e Claudia Gerini, ho dovuto mandare un rappresentante al mio posto.
Quindi, non per cattiveria, sono successe così tante cose in quei giorni che proprio non saprei cosa rispondere alla tua domanda.
 
Foto di @GiorgiaSpoletini

In che modo ha influito la pandemia sul vostro lavoro e come mai avete deciso di pubblicarla su YouTube dopo circa un anno dalle riprese?

Quel week end non è bastato per concludere le riprese, sono rimaste fuori diverse scene e c’era l’esigenza di completare il tutto prima di iniziare a pubblicare gli episodi.

Per diversi motivi e per esigenze attoriali, alcuni di noi avevano dovuto cambiare look e quindi è dovuto passare del tempo prima che si riuscisse a recuperare quello che mancava.
Dovevamo farlo ad inizio 2020, ma poi è successo quello che sappiamo.
Nell’estate del 2019 sono riuscito a girare un mini cortometraggio, “Storia di Nina”, scritto con Simonetta Sola, ma non siamo riusciti a concludere la serie.
Per assurdo, è stato più facile realizzare un prodotto nuovo che concluderne uno alla fase finale.

Ci sarà la seconda stagione? Ci potete spoilerare già qualcosina?

Nei nostri piani c’è l’idea di fare una seconda stagione, certo, ma dipende da tantissime cose.
Prima di tutto dalle persone che seguiranno la nostra serie.
Capite bene che non si può pensare di portare avanti un prodotto che non ha pubblico.
Quindi dobbiamo crescere ancora e dobbiamo far conoscere quello che facciamo a quanti più spettatori possibile.
Questa è la condizione principale affinché il progetto vada avanti.
Non abbiamo ancora discusso bene su quelli che sono gli eventuali sviluppi futuri, ma è chiaro che la prima stagione segnerà in modo importante alcuni rapporti e manderà in crisi più di qualcuno.
Valerio potrebbe avere appena iniziato un periodo di profondo stress, Antoniomaria si potrebbe trovare a fare i conti con le fantasie che racconta e che si racconta, Simone potrebbe pagare cara la sua immaturità, Anna potrebbe scegliere di cominciare a vivere, Irene potrebbe capire di non essere migliore del proprio compagno ed Emiliano potrebbe continuare a mangiare come un pozzo senza fondo.
Chi può dire il contrario.

Grazie Simone per l’intervista e complimenti al tutto il cast per il bellissimo lavoro svolto.

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