Leonardo Decarli incita gli iscritti a ritrovare loro stessi

come faccio?

Il celebre youtuber sembra sempre avere a cuore i suoi iscritti.

Come avevamo già annunciato in un articolo (che potete leggere cliccando qui) Leonardo Decarli (youtuber avente un canale di circa 936.000 iscritti) sta viaggiando ripetutamente per trasferirsi definitivamente in Spagna. Diversi suoi fan gli hanno detto che per loro è molto difficile essere decisi come lui perché non hanno un sogno e Leonardo, in uno dei suoi ultimi video, ha deciso di incentivarle:

“Amici miei, non voglio fare il gran samaritano, però quest’anno compirò 29 anni. Se già partite dicendo che non avete un sogno e non sapete più come vivere non va bene. Il fatto che non abbiate un sogno è possibile e prima o poi lo avrete sicuramente. Il segreto è ritrovarlo se l’avete perso, ritornare a quando eravate piccoli, sedervi un giorno con della musica rilassante nelle orecchie, con una bella tazza di tè e pensare: ma io da ragazzino che volevo fare?

Vi voglio svelare una cosa che non ho mai detto a nessuno: quand’ero piccolo ogni volta che vedevo una stella cadente esprimevo sempre lo stesso desiderio, ovvero che vorrei che la mia famiglia stesse per sempre bene, che siano sempre felici e che vorrei essere famoso e ricco. Non datemi del materialista, ero un sogno che coltivavo da ragazzino e che ora sto cercando di realizzare (e preciso che non è ancora successo).

Ritrovate il vostro sogno: se ce l’avete tra le mani cercate di fare di tutto affinché si esaudisca. Una cosa che mi ha sempre insegnato il mio maestro di recitazione è che non mi arriverà mai la chiamata a casa. Se volete veramente qualcosa dovete muovervi e questo non vuol dire mandare solo delle email e restare nella speranza di essere presi, perché la vita è sempre una gara: dovete muovervi e se vi fermate un attimo vi superano in due milioni.

Cercate quindi di trovare il vostro stile di corsa in modo da non affaticarvi nemmeno troppo perché altrimenti arrivate al punto in cui non riuscite a fare bene le cose. Cercate il vostro sogno ed iniziate a lavorarci, a prescindere se avete quaranta anni, iniziate con la premessa che dovete prendere delle decisioni. Iniziate ad afferrare il vostro sogno e ad amalgamarlo, in modo da capire che è quello ciò che volete fare.”

A quanto pare questo discorso ha toccato molto personalmente Leonardo Decarli. E voi? Siete d’accordo con quello che ha detto?

Leonardo Decarli: Mare, Vento e Libertà nel nuovo singolo

Mare vento e libertà

Ancora una volta la celebre webstar stupisce qualitativamente.

Come avevamo annunciato in questo articolo, Leonardo Decarli tornerà sul grande schermo grazie a “Sara e Marti – Il Film“, seguito della serie televisiva per ragazzi dall’omonimo titolo. Tuttavia la celebre webstar non si è limitata semplicemente a girare delle scene come attore, ma ha anche cantato un singolo musicale composto appositamente per il film insieme a Chiara del Francia, l’interprete di Marti! Il singolo si intitola “Mare, Vento e Libertà” e se prima si poteva sentire un pezzo di essa solo nel trailer, ora la si può ascoltare per intero perché è stata pubblicata nel canale ufficiale di Leonardo Decarli.

Per quanto il fatto di venire da un film prodotto da Disney Channel possa far pensare a qualcosa di sempliciotto, in realtà il testo è molto articolato e variegato: il soggetto riguarda infatti sul come sia importante avere il coraggio di lasciare le proprie abitudini nei posti e nelle azioni per fare qualcosa di nuovo, esplorare ed inseguire ciò che si vuole realmente fare (e qui si nota molto il tocco personale di Leonardo dato che sono gli stessi motivi che lo hanno spinto a voler lasciare l’Italia per andare in Spagna). Un tema già affrontato molte volte, ma che comunque merita sempre di essere trattato purché non sia fatto in maniera banale: i testi infatti non sono banali ed il ritornello rimane in testa sia perché è musicato molto bene e sia perché la voce di Leonardo Decarli unita a quella di Chiara del Francia ottengono veramente un suono gradevolissimo.

Sara e Marti il film Leonardo Decarli
(Leonardo Decarli e Chiara del Francia in una scena del film)

“Mare, Vento e Libertà” è quindi un ottimo pezzo che mette ancora in luce le più che buone qualità di Leonardo Decarli come cantautore (senza contare poi il talento che ha anche Chiara del Francia), peccato solamente che il successo su YouTube non sia molto alto e risulti invece l’esatto contrario: in due giorni ha infatti realizzato solo 20.000 visualizzazioni circa e potrebbe andare peggio dell’ottimo brano “Solo Se Ti Rende Felice” (da noi recensito qui) che aveva fatto solo 100.000 visualizzazioni circa, ottenendo un andamento di pubblico molto inferiore ai suoi pezzi precedenti (il fatto che i suoi vlog solitamente facciano molto di più rende molto discutibile la ricerca dei contenuti di molti utenti della piattaforma). Speriamo che questo non rallenti la carriera musicale di Leonardo e l’andamento del film nelle sale potrebbe aiutare.

Leonardo Decarli torna al cinema cantando!

La celebre webstar torna sul grande schermo in una maniera tutta nuova.

Sara e Marti – #LaNostraStoria” è una serie tv adolescenziale prodotta da Disney Channel che ha riscosso un buon successo di ascolti per quanto riguarda il target giovanile. La popolarità che ha raggiunto la serie non ha convinto la Disney a produrre non solo una seconda stagione, ma perfino un film cinematografico.

Sara e Marti
(Teaser poster del film)

I fan della serie saranno sicuramente felici, ma la novità che ci spinge a parlarne anche nel nostro sito è che nel cast del film ci sarà anche la webstar Leonardo Decarli! Il celebre youtuber non solo è entrato a far parte degli attori della pellicola, ma ha cantato per quest’ultima anche un brano inedito! Leonardo Decarli ha rilasciato le seguenti dichiarazioni per quanto riguarda l’entrata in questo progetto:

“È stato meraviglioso collaborare con tutti i ragazzi, con la produzione Disney e con Filadelfo Castro con il quale creiamo le canzoni da ormai 3 anni a questa parte (e sono tutte andate molto bene in diverse piattaforme come Spotify). È stata quindi una cosa splendida creare una canzone con Chiara Peduzzi, Simone Ercolani e tutte le persone che si sono occupate di scrivere il testo e tutto quanto… per Disney. Oggi quindi posso anche mettere nel mio curriculum che ho fatto una canzone per la Disney e che ho girato un film della Disney.”

Cast Sara e Marti Leonardo Decarli
(L’intero cast del film, tra cui Leonardo Decarli, nella foto)

Questa è in assoluto la seconda apparizione di Leonardo Decarli sul grande schermo dai tempi di “Game Therapy” nel 2015 (film che ho recensito in questo articolo). Siamo sicuri che lo youtuber darà una buona prova attoriale sia per i suoi studi di recitazione e sia perché nel film precedente appena menzionato si è dimostrato il più capace di tutto il cast. Inoltre la canzone da lui composta per il film è il quinto singolo originale della sua carriera (l’ultimo è stato “Solo Se Ti Rende Felice” da noi trattato qui) ed è già ascoltabile un pezzo nel trailer della nuova pellicola.

Il film uscirà nelle sale il 14 marzo e la trama è questa:

“Trasferitesi in una località marittima per passare le vacanze estive, Sara cattura l’attenzione di due ragazzi del posto: uno ricco e popolare, l’altro misterioso, che sembra non godere di buona fama, ma di cui si innamora a prima vista. L’amore tra Sara e quest’ultimo deve affrontare però numerosi ostacoli, tra cui gli inganni di Leonardo, il ragazzo rifiutato. Marti arriverà presto in aiuto della sorella.”

Leonardo Decarli lascia l’Italia per trasferirsi in Spagna

Leonardo Decarli si trasferisce in Spagna

Uno dei vlogger più famosi di YouTube Italia abbandona il nostro paese e spiega il perché.

Leonardo Decarli è uno degli youtuber con la più alta schiera di fan che esista nel nostro paese per quanto riguarda il tema dei vlog (pur essendo ferrato anche in altre attività come il canto e la recitazione): il suo canale infatti conta circa 930.000 iscritti. Negli ultimi tempi la celebre webstar ha confermato su Instagram di essere pronto per trasferirsi in Spagna (secondo i suoi programmi dovrebbe essere lì a Maggio e dovrebbe rimanerci almeno sei mesi). La maggior parte dei suoi fan l’hanno supportato, ma c’è anche stata gente che l’ha criticato: alcuni hanno infatti insinuato che lui stesse sputando sul paese che l’ha cresciuto, altri hanno insinuato che partisse solo per stare con la sua fidanzata (che è spagnola) ed infine altri hanno addirittura detto che così facendo inciterà un sacco di italiani ad abbandonare la propria terra perché è un influencer.

A seguito di queste critiche Leonardo Decarli ha realizzato un video (che potete vedere qui) per rispondere ad esse oltre che per annunciare la sua partenza anche su YouTube ed ha espresso queste parole:

“Ci sono delle persone che parlano senza conoscere le dinamiche delle situazioni… e questo è un grosso errore.  Questa non è, non è stata e non sarà una scelta assolutamente facile. Sono già andato via lontano dalla mia famiglia e dai miei veri amici sei anni fa quando mi sono trasferito a Milano. Non è semplice prendere la valigia ed andarsene via. A sei anni di distanza sono arrivato ad un punto della mia situazione in cui ho bisogno di stimoli e di cose nuove. A tutti quelli che mi criticano: perché ve ne uscite con queste italiotate?

Sono sei anni che ho un mestiere che mi da l’opportunità di vivere. Sono felice di quello che ho fatto, del percorso che sto facendo, di quello che mi sta dando l’Italia, di quello che mi ha dato e di quello che mi darà…. ma la mia scelta di andar via non è dovuta al paese dove sto, alla tassazione che ci rompe l’ano, alla vita per niente economica e a delle classi che non ottengono per niente i loro giusti privilegi.  Questi sono dei problemi minimi di cui parlo da molti anni perché giustamente mi ritrovo ad affrontarli: io sono quello che lavora, quello che guadagna, quello che sa cosa deve spendere e quello che sa cosa deve pagare… e vi posso assicurare che è una situazione abbastanza scomoda perché io mi sento di pagare tanto per dei servizi che non ho.

Ma il punto è che non mi da fastidio pagare tanto in tasse. Sicuramente c’è chi mi dirà che se pago tanto in tasse vuol dire che guadagno tanto: prima di tutto fatevi i fatti vostri perché cosa ne sapete di quello che uno guadagna oppure no, adesso sono tutti commercialisti. Quello che sto cercando di dire è che a me piacerebbe investire il denaro attraverso qualcosa come dei capi d’abbigliamento, un ristorante, un bar… questo in generale mi piacerebbe fare prima di raggiungere i 30 anni. Il problema è che non posso farlo perché se devi aprire un attività in cui ci sono tante cose da risolvere e da pagare alla fine uno non può investire sapendo di aver rischiato già tutto quanto. Il rischio deve esserci ma deve essere giustificato.

Il problema principale non è tuttavia che non me ne vado perché non posso investire soldi, è semplicemente che voglio andare via per provare l’emozione di vivere all’estero. Io prima dei 30 anni ho sempre deciso e sempre voluto vivere all’estero. Mi si è presentata questa possibilità adesso perché ho 28 anni, perché ho casa a Milano e perché ho vissuto tre mesi nella città che è Valenzia dove mi sono innamorato delle tradizioni spagnole e della città. Per questo non pensiate che io stia andando via disperato perché sto male in Italia, vado perché voglio fare un’esperienza nuova e perché voglio imparare una nuova lingua. Magari tra cinque mesi, un anno o dieci anni torno perché sono stato ampiamente soddisfatto.

Questa è la vita, bisogna fare esperienze di un certo tipo e non possiamo accontentarci della routine quotidiana soltanto perché ci va bene così siccome accontentarsi è il primo passo verso il fallimento… anche se io spesso invidio molto le persone che si accontentano della vita semplice che fanno. Ben venga tutto ciò: la vita è meravigliosa perché è fatta di scelte e questa è la scelta giusta per tante persone… ma purtroppo per me no perché io sono una persona che non si accontenta male e questo è un difetto, non è un bene.”

Non possiamo che augurare buona fortuna a Leonardo Decarli affinché raggiunga determinati obiettivi e ottenga le dovute soddisfazioni.

Il nuovo singolo di Leonardo Decarli

Leonardo Decarli singolo Solo Se Ti Rende Felice

Il celebre youtuber è tornato con una nuova canzone.

Leonardo Decarli è spesso ricordato dal web come comico e vlogger, risultando uno dei più popolari youtuber di questo genere: non a caso il suo canale conta circa 925.000 iscritti.

Leonardo Decarli
(Leonardo Decarli nella foto)

Tuttavia la celebre web-star, a dispetto di diversa gente che crede che i vlogger siano solo dei perditempo, è un grande amante dell’arte e si è spesso cimentato sia nella recitazione che nel canto. Egli ha sempre cercato di rendere quest’ultima opzione come una delle particolarità principali del canale ed ormai nel suo curriculum si contano ben tre singoli originali ed un riarrangiamento.

Inoltre negli ultimi tempi Leonardo De Carli ha cercato di cimentarsi nuovamente nell’attività della scrittura ed il 30 Ottobre è uscito il suo secondo libro intitolato “Solo Se Ti Rende Felice”. A differenza infatti di “Un Ennesimo Stupidissimo Libro”, che probabilmente è stato lo scivolone più grosso della carriera di Leonardo (scrivere una biografia dettagliata a 24 anni con ancora solamente i vlog alle spalle non è stata una mossa tanto furba dal punto di vista qualitativo), quest’ultimo lavoro è invece il suo primo romanzo di genere sentimentale ed ha ricevuto buone critiche.

Solo Se Ti Rende Felice
(La copertina del romanzo)

Per pubblicizzare l’uscita del nuovo libro, Leonardo Decarli ne ha approfittato per tirare fuori ancora una volta il suo talento musicale e così ieri è uscito sul suo canale di YouTube il suo quarto singolo originale intitolato proprio “Solo Se Ti Rende Felice.

La canzone “Solo Se Ti Rende Felice” ha come soggetto qualcuno che, anche nei viaggi più lontani, riesce a sentire comunque la presenza della persona che più ama. Il testo è incentrato sulla descrizione di una sensazione di questo genere ed è particolarmente curato. Grazie anche ad un’ottima base musicale ed ovviamente al talento canoro di Leonardo De Carli, il singolo risulta essere una delle canzoni italiane migliori che siano uscite fuori da un rappresentante del web ed è per ora il secondo miglior singolo che Leonardo De Carli abbia fatto (il primo lo tratteremo in uno dei prossimi articoli). Trovate la canzone “Solo Se Ti Rende Felice” qui.

Per chi è invece interessato al romanzo ricordo che quest’ultimo è disponibile in diverse librerie e la trama è questa:

“Nella sua vita Isabel ha sempre seguito ciò che la sua famiglia voleva per lei, e come avrebbe potuto comportarsi diversamente? I suoi genitori le hanno dato ogni cosa, non le hanno fatto mancare nulla e lei ha cercato di non deluderli, per nessun motivo. Brava a scuola, gentile ed educata, li ha sempre assecondati. Sua madre le ha trasmesso la passione per il canto, per la musica e anche per le risate. Suo padre, invece, le ha donato la parte più razionale di lei.

Appena uscita dalla prima relazione importante della sua vita, sente il bisogno di concentrarsi su sé stessa e sul suo futuro. Decide così di partire per un semestre di studio all’estero, di allontanarsi dal suo mondo, di voltare pagina: destinazione Milano, Italia. Leonardo ha un sogno nel cassetto, sfondare nel mondo dello spettacolo. Dietro la sua facciata solare, allegra e irresistibile nasconde un dolore immenso che gli ha segnato il cuore. Anche per Leonardo Milano rappresenta una fuga e allo stesso tempo la possibilità di rifarsi una nuova vita, la sua vita. E qui il destino gioca la sua carta.

Una sera Leonardo irrompe nella vita di Isabel, sconvolgendola completamente. Isabel cerca di resistere, di ricordarsi i suoi obiettivi: non ha lasciato casa sua per farsi distrarre da un ragazzo qualunque. Pian piano, però, ogni certezza viene spazzata via e Isabel si accorge che Leonardo è tutto ciò che non si aspettava. Leonardo è una tempesta di felicità e in lui Isabel trova un amico, un alleato, un ragazzo che, come lei, vive per i suoi sogni. Il loro amore cresce, i mesi passano in fretta e il ritorno in America di Isabel diventa una “presenza” ingombrante. Ma quanto può essere forte un amore? Più forte della distanza? Più forte di un passato doloroso? Più forte dei propri sogni?”

YouTubers al Cinema: “Game Therapy”

Torniamo con la rubrica “YouTubers al Cinema”, rubrica creata per valutare ogni lavoro fatto da uno youtuber sul grande schermo. Il primo film creato dalle web-star, ovvero “Fuga di Cervelli” (che ho già analizzato nel primo episodio della rubrica) uscito nel 2013, è stato un successo al botteghino ma allo stesso un fallimento totale di critica e molti lo hanno detestato a tal punto da definirlo uno dei peggiori film italiani mai fatti. Sappiamo però che spesso le case di produzione se ne fregano di fronte alle critiche se gli incassi sono ottimi, così il 22 ottobre 2015 è uscito nelle sale un altro film che puntava molto sulla presenza di web-star: “Game Therapy”.

(locandina ufficiale del film)

La pellicola è un misto tra un dramma adolescenziale ed un action fantascientifico scritto da Adam Lawson, Giacomo Berdini e Marco Cohen e diretto da Ryan Travis. A differenza di “Fuga di Cervelli”, che vedeva nel cast web-star divenute tali per i loro video comici, questo film contiene invece youtuber appartenenti a diverse categorie. Il primo che salta all’occhio è Lorenzo Ostuni, conosciuto nel web come Favij (il primo a destra nella locandina), che attualmente è non solo il gamer più conosciuto in Italia, ma è lo youtuber italiano con più iscritti in assoluto (ora sono quasi 5 milioni). Dopo questo film, a parte una breve svolgimento come doppiatore nella pellicola d’animazione “Ratchet e Clank”, il noto youtuber non apparirà più nel mondo dello spettacolo e continuerà la sua attività di gamer fino ad oggi. Il secondo protagonista è interpretato da Federico Clapis (il primo a sinistra nella locandina) che è invece diventato famoso sul web per i suoi video comici e dopo questo film abbandonerà il mondo dello spettacolo per dedicarsi alla pittura e alla scultura utilizzando oggi il suo canale di YouTube con lo scopo di pubblicizzare i suoi lavori (che non sono affatto male). Le altre due web-star facenti parte del cast sono Leonardo Decarli (ultimo a sinistra nella locandina), divenuto famoso sul web per i suoi vlog e per i suoi video comici, e Daniele Sodano, conosciuto dal web come Zoda (ultimo a destra nella locandina) e divenuto famoso per lo stesso motivo. Dopo questo film Leonardo De Carli continuerà la sua attività sul web ma allo stesso tempo si cimenterà come cantante e come attore teatrale, mentre Zoda lascerà il mondo del web per cimentarsi nell’attività del rapper.

(Lorenzo Ostuni e Federico Clapis sul set)

La trama del film è questa: “Francesco (interpretato da Lorenzo Ostuni) e Giovanni (interpretato da Federico Clapis) sono dei ragazzi che frequentano gli ultimi anni di liceo. Entrambi sono dei ragazzi considerati sfigati da tutta la scuola e Francesco è ancora più arrabbiato con il mondo, perché è costantemente bullizzato ed i suoi genitori si sono lasciati. L’unico elemento in cui sia Francesco che Giovanni riescono a trovare soddisfazione sono i videogiochi. Francesco però, essendo sempre stato un genio dell’informatica, riesce a trovare in un videogioco un easter egg il quale è una mappa che conduce ad una zona segreta della città di Milano. In questa zona segreta si trova una macchina che permette di entrare nel mondo dei videogames. Francesco e Giovanni cominciano ad utilizzare la macchina confrontando in una maniera mai vista la vita dei videogiochi con quella reale, senza conoscere un pericolo nascosto nel quale vanno incontro. Il videogioco infatti può essere fatale ed una misteriosa figura all’interno di esso continua a seguirli.”

(Leonardo Decarli sul set)

A differenza di “Fuga di Cervelli” che era atteso con una giusta dose di curiosità, fin dall’annuncio per questo film c’è stato solamente astio. I motivi principali per cui la pellicola era odiata ancora prima dell’uscita sono stati due:

1) Il fallimento qualitativo di “Fuga di Cervelli”. Per quanto il film menzionato sia formato da web-star, come motivo dell’astio è davvero discutibile. Questo perché il fallimento qualitativo è dovuto non agli attori, ma alla disastrosa sceneggiatura. Considerando quindi che “Game Therapy” appartiene ad un genere diverso, è diretto da un regista diverso, è realizzato da sceneggiatori e produttori diversi, questo motivo del pregiudizio era davvero sterile.

2) Il cast. La gente era già restia all’utilizzo delle web-star dopo il primo risultato, ma quanto ha scoperto che, ad eccezione di Leonardo Decarli, nessuna delle web-star aveva studiato recitazione prima di iniziare le riprese del film, l’odio è stato a dir poco triplicato. Per giudicare sul serio le performance si sarebbe dovuto vedere la pellicola, ma non posso negare che questa forma di pregiudizio era più che comprensibile a differenza del motivo precedente.

Ricordo invece le mie attese per questo film ed ero davvero curioso. Non ero curioso per le web-star, di loro non mi importava nulla e conoscevo all’epoca solamente Lorenzo Ostuni, ma ero curioso per il soggetto. Non si può negare il fatto che il film sia nato come operazione commerciale, ma esistono sia le operazioni commerciali fatte male che le operazioni commerciali fatte bene. Le major (che in questo caso sono la Indiana Productions, la Web Star Channels e la Purse Film, mentre la casa di distribuzione è la Lucky Red) avrebbero potuto sfruttare la fama delle web-star al cinema attraverso un’altra commedia banale… ed invece hanno optato per fare un film action fantascientifico ad alto budget. La fantascienza è un genere che in Italia non si vede tutti i giorni e prima del successo di “Lo Chiamavano Jeeg Robot” tutto ciò era ancora più difficile. Il fatto quindi che le major abbiano deciso di puntare su un film italiano diverso dal solito, considerando soprattutto che la cosa che manca nel cinema nostrano è la varietà di genere, è un elemento da non sottovalutare e decisamente molto lodabile che quasi nessuno prima dell’uscita del film aveva mai considerato. Nonostante l’odio su internet i produttori, che calcolavano soprattutto la popolarità delle web-star verso il pubblico giovane, erano sicuri che la pellicola sarebbe stata un successo commerciale. Infatti il film non è stato tempestato di pubblicità “solamente” attraverso t-shirt ed album di figurine, ma è stato addirittura presentato in anteprima nazionale al festival del cinema di Roma (potete guardare il trailer qui). I produttori erano talmente sicuri che persino un sequel era già in programma.

(le note star all’anteprima del film)

La sicurezza tuttavia si è rivelata eccessiva: “Game Therapy” durante il primo weekend ha incassato poco più di 700.000 euro. Un buon esordio che tuttavia si rivela inferiore alle aspettative, ma sempre meglio di quello che sarebbe venuto dopo. Al termine della corsa la pellicola ha infatti incassato poco più di un milione e 200.000 euro a fronte di un budget di 2 milioni, risultando un flop commerciale. Come se non bastasse le critiche non si sono risparmiate: l’opera cinematografica infatti è stata ritenuta un completo disastro ed uno dei più brutti film italiani degli ultimi anni, proprio come è accaduto con “Fuga di Cervelli” ma senza stavolta il rientro nelle spese. Tuttavia “Game Therapy” merita davvero tutte queste critiche? Partiamo dalla recitazione del controverso cast scelto.

Prima di tutto bisogna specificare che il marketing è stato assolutamente ingannevole, perché i veri protagonisti della pellicola sono Lorenzo Ostuni e Federico Clapis, mentre Leonardo Decarli e Daniele Soldano hanno dei ruoli secondari (specialmente quest’ultimo che si riduce a semplice comparsa). L’unica performance che ha ottenuto riscontri positivi è stata quella di Leonardo Decarli, che si è dimostrato in effetti quello più naturale sia nel tono della voce che nell’espressività. Tutte le altre performance invece sono state completamente distrutte. Per quanto riguarda Lorenzo Ostuni, la critica è stata davvero eccessiva. Ostuni infatti si è dimostrato convincente nel ruolo (a parte nella scena in cui viene bullizzato, lì la performance è stata davvero piatta). Sia chiaro, non è stato niente di eccezionale, ma la sua è una performance normalissima, che non risulta né negativa e né eccelsa. Non posso dire lo stesso di Federico Clapis. Per quanto avevo previsto molto peggio a causa del trailer che è stato doppiato da lui in maniera oscena dandomi l’aspettativa di vedere una delle performance italiane peggiori di tutte i tempi (l’impressione che mi aveva fatto era quella di un armadillo ubriaco addormentato), bisogna che non è stato così orrendo, ma nemmeno decente. In tutto il film infatti si nota pesantemente come lui si sforzi di fare una buona performance non riuscendoci mai ed ottenendo un risultato mediocre, soprattutto nella modulazione della voce. Questa cosa risulta davvero irritante: si può benissimo accettare che uno che non ha studiato recitazione ottenga una parte, ma solamente se questo riesce a fare un buon lavoro (come nel caso di Lorenzo Ostuni). Se invece il risultato è poco più che scarso uno che davvero lavora duramente per trovare un posto nel settore della recitazione cinematografica allora sente un fastidio non proprio leggero (e da attore teatrale ed aspirante attore cinematografico posso confermare bene ciò che dico). Per quanto riguarda Daniele Soldano, anche lui riesce a dare nelle sue brevissime apparizioni un’impressione decente senza essere particolarmente eccelso. Elisa Piazza invece, unica attrice che interpreta una co-protagonista femminile (in questo film infatti è Danika, la ragazza di Giovanni) e scelta unicamente per la sua bellezza e per la sua partecipazione a Miss Italia, si rivela essere anche peggio di Clapis, risultando espressivamente limitatissima e continuamente monocorde. Infine Riccardo Cicogna, che interpreta il creatore della macchina virtuale scoperta da Francesco, fa una buona performance anche se in certe scene risulta essere eccessivamente sopra le righe.

(Francesco e Giovanni poco prima di entrare nella realtà virtuale)

Per quanto riguarda il lato tecnico, iniziamo dalla regia dell’esordiente Ryan Travis: essa si rivela essere una buona regia avente inquadrature e movimenti di macchina da presa che non si vedono tutti i giorni nel cinema italiano, pur non risultando eccelsi. Le panoramiche che riprendono Milano sono davvero suggestive e le scene d’azione sono ben gestite (specialmente il duello finale), anche se non mancano alcune parti dirette male e che vanno sul televisivo (ovvero l’inseguimento delle auto e la sparatoria nel mondo di “Uncharted”). Il montaggio di Tommaso Gallone invece in certe scene risulta confuso, anche se il risultato alla fine non è disprezzabile. Le scenografie, che si occupano di riprodurre vari mondi provenienti da famosi videogiochi (“Assassin’s Creed”, “Just Dance”, “Call of Duty”, “Uncharted”, “GTA V”), sono davvero soddisfacenti ed i costumi altrettanto ben realizzati (con l’eccezione delle tute indossate da Francesco e Giovanni nel mondo di “Assassin’s Creed” che sono orrende). Il lato tecnico migliore del film è quello degli effetti visivi: da questo punto di vista “Game Therapy” risulta essere uno dei migliori prodotti italiani degli ultimi anni. Vedere il mondo che si materializza pezzo per pezzo o le persone dei videogiochi che vengono letteralmente disintegrate in tanti pixels è davvero una gioia per gli occhi. Anche gli animali in cgi risultano convincenti. Questo ottimo lavoro svolto è valso al film una meritatissima candidatura al David Di Donatello per i migliori effetti digitali del 2016, anche se è stato battuto poi dal fantasy di “I Racconti dei Racconti” diretto da Matteo Garrone (e non è stata una vittoria ingiusta data la potenza visiva di quel film). Per quanto riguarda la colonna sonora, le musiche di Pivio e Aldo De Scalzi (che sono gli stessi compositori di “Song’e Napule” e “Ammore e Malavita”) sono davvero bellissime ed immergono in un’atmosfera virtuale perfettamente adatta al contesto del film.

(Francesco mentre è in uno dei mondi videoludici)

Ora arriviamo invece alla sceneggiatura che, come l’opera prima di Ruffini, è stata la cosa più criticata in assoluto. “Game Therapy” infatti è stato spesso definito un film irrealistico ed assurdo, specialmente per il finale. Queste sono accuse pesanti dato che il film, pur essendo fantascientifico, cerca in tutti i modi di essere realistico per quanto riguarda la figura dei personaggi principali. “Game Therapy” infatti è un film rivolto ad i giovani e cerca in tutti i modi di trattare un tema molto delicato: è meglio la realtà dei videogiochi in cui puoi avere il controllo su tutto, o la vita reale che non puoi prevedere e da cui qualunque calcio che essa ti dà devi per forza prenderlo? E’ un tema importantissimo. Quanti giovani oggi si chiudono nel loro mondo in maniera eccessiva a causa delle continue difficoltà del periodo dell’adolescenza che molte volte vengono aggravate o dai problemi familiari o dai rapporti sociali al liceo? E non si tratta solamente di videogiochi come nel caso di questo film, ma di qualunque tipo di arte che attrae i giovani (musica, letteratura, film, etc.), perché qualunque tipo di eccesso prima o poi può fare male se si è estranei dalla vita reale. Il protagonista Francesco in questo film è un vero e proprio ragazzo tragico: i bulli lo tormentano e sua madre ha cacciato di casa suo padre mettendosi poi con una donna. Un ragazzo quindi tormentato fuori casa e oppresso all’interno di essa perché una nuova figura completamente estranea a cui non è abituato è entrata nella sua vita. Tutto questo gli causa insicurezze così grandi che non è in grado di gestire niente. In cosa si può sfogare? In cosa si può ritenere finalmente qualcuno? Nei videogiochi, la sua passione che lo segue fin dall’infanzia. Per questo il mondo della realtà virtuale, in cui può permettersi di essere e di comandare qualunque cosa, diviene per lui un paradiso. In un personaggio come quello di Francesco moltissimi giovani si possono immedesimare, molti possono capire il dolore che egli sta provando, perché essere un emarginato è una cosa che fa male. Le scene con Francesco infatti funzionano bene ed ogni sua azione è assolutamente realistica. Il problema principale è che avrebbero dovuto approfondirlo di più, specialmente la situazione con i bulli che ha due scene in tutto e la seconda è gestita pure male (in essa improvvisamente il bullo si dimostra amichevole nei suoi confronti senza alcun motivo). Tutte le altre scene però, pur non essendo molte e pur non essendo la recitazione di Lorenzo Ostuni eccelsa, riescono comunque a centrare l’obiettivo e a fare almeno avvertire ciò che il ragazzo sta provando in quel momento perché il realismo della scrittura in quel caso funziona davvero bene. Scene come quella in cui Francesco non riesce minimamente ad avvicinarsi ad una ragazza che gli piace pur avendo provato un singolo secondo di speranza o come quella in cui è allo specchio a guardarsi mentre è arrabbiato con il mondo, versando ogni tipo di medicina e afferrando la catena con cui è ormai deciso ad affrontare il bullo che lo tormenta, riescono a toccare il cuore dell’adolescente che guardando il film ha bisogno di immedesimarsi, ha bisogno di sfogare la sua rabbia contro un mondo che lo tratta male, contro lui stesso perché si sente debole. E a quel punto, quando si vede che tutto non va come dovrebbe andare, guardare la scena in cui Francesco e il suo unico amico Giovanni giocano insieme ai videogames mentre si sfogano tocca il ragazzo che sta guardando il film, ricordando che l’unica consolazione in una situazione familiare pessima insieme alla propria passione sono gli amici che non ti abbandonano. Il film avrebbe avuto bisogno di più scene come quelle citate, ma ripeto che il poco che si vede funziona. Se Francesco rappresenta il ragazzo che è troppo afflitto per riuscire ad alzarsi, Giovanni rappresenta invece quello che comincia a trovare delle soddisfazioni nel mondo reale. Dopo aver passato tanto tempo con Francesco, succede una cosa che non gli era mai capitata prima: trovare una ragazza attratta da lui, con cui successivamente egli può sfogarsi. La prima relazione è un momento importantissimo per ogni adolescente e quindi tutto ciò è fondamentale per Giovanni per riuscire a valutare meglio le bellezze del mondo reale. Il film quindi cerca di vedere tutto attraverso la mentalità all’apparenza semplice ma allo stesso tempo intricata di un adolescente. Per sostenere la sua nuova condizione Giovanni cita a Francesco in una sua frase persino il principio di indeterminazione di Heisenberg:

“Non si può prevedere con assoluta certezza la velocità e la posizione di una particella, quindi le persone fanno le loro scelte e tu non le puoi controllare. E’ questo il bello della vita, non trovi?”

E’ stato proprio questo il punto del film che ha subito delle critiche negativissime. Le scene con Giovanni e la sua ragazza Danika sono molte (più di quelle che riguardano Francesco e ciò causa nel film un problema di equilibrio) e diverse persone hanno definito i dialoghi assurdi. E’ vero, in alcuni momenti i dialoghi toccano davvero i vertici dell’assurdo (al primo appuntamento parlano della vita sessuale dei loro genitori… what?), ma si limitano a poche frasi rispetto a tutto il resto delle situazioni che invece riescono ad apparire realistiche. Prima di tutto si apprezza il fatto di aver voluto dare una caratterizzazione al personaggio di Danika, rendendola una ragazza fragile a causa di una pessima situazione familiare basata sui genitori che litigano in continuazione. Il personaggio quindi sembra la versione femminile di Francesco, con la differenza che ella trova un punto di incontro non nei videogiochi, ma nella compagnia di Giovanni che viene cercato da lei diverse volte per aprirsi e sfogarsi. Tantissima gente ha criticato il fatto che il personaggio di Giovanni abbia spesso delle reazioni cretine ed avventate. Per questo motivo ho deciso di analizzare tutte e quattro le scene odiatissime, dato che sicuramente per molti che hanno odiato il film in questo momento è difficile accettare che qualcuno stia scovando lati positivi ed è meglio non tralasciare alcun punto (attenzione, ovviamente ci saranno degli spoiler in questi 4 punti):

1) La sparatoria nel mondo di “Call of Duty”. Durante lo scontro Giovanni lancia una granata contro i suoi nemici e poi urla “Scusate!”. Questa reazione è indubbiamente scema e capisco assolutamente le risate imbarazzanti che può suscitare… ma non quelle che riguardano la parte successiva. Dopo aver sconfitto tutti gli avversari Giovanni urla “Sono il re di Cabur” (che è una mappa del gioco), prima di essere aggredito alle spalle da un personaggio che era ancora vivo. Molti hanno criticato il fatto che Giovanni abbia quella reazione dopo aver creduto di aver sconfitto tutti i nemici… perché giustamente nessun bambino o ragazzo, dopo aver vinto una partita difficile, ha esultato davanti ad una televisione? Sarà anche stata una battaglia incredibilmente reale all’apparenza, ma rimane pur sempre una battaglia ambientata in una partita di un videogioco e Giovanni si ricorda sempre di essere un giocatore.

2) Il primo rapporto sessuale tra Giovanni e Danika. Giovanni, dopo aver fatto per la prima volta l’amore con lei, si dichiara stranito dicendo “Non è come l’online” scatenando le ire di Danika. Molti hanno interpretato che in questo modo Giovanni stia dichiarando che masturbarsi davanti un video porno sia meglio che fare sesso con una ragazza. In realtà la questione è assolutamente diversa: Giovanni non ha mai affermato una cosa del genere, ha solo detto che si sente strano e diverso. A numerose persone è capitato che la prima volta non sia mai stata una cosa incredibile, proprio perché, essendo la prima volta, si sono rivelati molto impacciati e straniti. Il film ha semplicemente cercato di riprodurre lo stesso disagio e non è una cosa così assurda. E’ pur vero che dire di fronte una ragazza “non è come l’online” sia un’azione da completi idioti, ma neanche qui ci vedo chissà quale roba grave, perché da giovani per essere impulsivi in una relazione alle prime armi si possono dire anche un sacco di stupidaggini e tutti lo hanno fatto almeno tre volte nella vita durante questo periodo adolescenziale. Nel film lo stesso Giovanni infatti si pente dopo aver detto una stupidaggine tale.

3) La parte della bambina. Nel mondo di “GTA V” Giovanni incontra una bambina che è stata presa in ostaggio da dei criminali. Essa non è compresa nella missione e fa parte solamente dell’ambientazione del gioco, ma nonostante ciò Giovanni non ce la fa a lasciarla sola e decide di rischiare la vita per salvarla. Essendo solamente un codice virtuale, la reazione di Giovanni è stata giudicata assurda. Francesco stesso critica Giovanni per il suo comportamento, ma lui si giustifica dicendo “Non è la stessa cosa quando sei là dentro.” Il film cerca di dimostrare quanto l’illusione del videogioco sia tanto potente da fargli perdere contatti con la realtà stessa, ma nonostante ciò la scena rimane parecchio forzata. Per fare una cosa del genere bastava tranquillamente l’elemento della macchina in sé che è già molto potente come confine tra realtà e videogiochi, non c’era bisogno di fare anche una scena come questa.

4) La riluttanza di Giovanni nei confronti di Danika. Quando arriva il momento in cui la ragazza non ce la fa più con i suoi genitori, decide di andarsene di casa e di andare da qualcuno di cui si fida, così chiede a Giovanni. Giovanni tuttavia risponde “Non lo so, devo studiare per l’esame d’ammissione all’università.” A quel punto Danika lo caccia via. Molti hanno criticato il fatto che Giovanni si sia comportato da egoista, in maniera nemmeno incerta. Invece la scena si dimostra perfettamente realistica: voi siete davvero sicuri di non aver mai messo lo studio al primo posto facendo delle scelte che potevate tranquillamente evitare? Non vi è mai capitato di aver rinunciato a delle cose che potevate benissimo cogliere ma che, per una paura probabilmente esagerata, avete lasciato andare? E’ una situazione che agli adolescenti capita spesso. Sembra quasi che le persone che criticano tutto ciò si siano dimenticate che cosa voglia dire essere adolescenti. Spesso si sente dire “Da giovane ho fatto un mucchio di cazzate”, eppure non sembra che ciò sia venuto in mente in questi casi…

In sostanza la maggior parte delle scene con Giovanni e Danika sono scritte decentemente, anche se la recitazione dei due, seppur semplicemente mediocre, può davvero penalizzare la visione. A quel punto lo spettatore è costretto a scegliere se dare più valore alla scrittura o all’interpretazione dei due (io non l’ho affatto trovata tanto aberrante da rovinarmi i buoni dialoghi). Avviso che adesso parlerò della parte finale del film, quindi chi non voglia sapere niente non vada avanti. Ad un certo punto si scopre che la figura misteriosa che continua ad ostacolare i protagonisti è Holden, il creatore della stessa macchina virtuale. Egli è rimasto per errore intrappolato nel suo stesso universo ed ha bisogno delle abilità dei ragazzi per uscire, cercando di impossessarsi di uno dei loro corpi. Questo cattivo molto probabilmente rappresenta il punto di non ritorno dalla dipendenza assoluta ed infatti la sua non sarà una fine poco dolorosa. Da questo momento arriva la parte più odiata da tutti, attraverso cui questo film è stato accusato di essere altamente diseducativo portando un messaggio orrendo. Si scopre che Francesco ha continuato ad andare avanti nel gioco per ottenere dei codici speciali che gli consentano di avere completo potere in tutto il gioco, diventando una sorta di dio virtuale. Il prezzo di tutto ciò tuttavia è quello di trasferire la sua coscienza nel gioco… ed è un prezzo che è disposto a pagare, riuscendoci anche. Francesco infatti è stufo della vita reale e decide di buttarsi definitivamente in quella videoludica. Giovanni invece lascia stare i videogiochi e decide di dedicarsi all’università. Spesso la soluzione in un racconto del genere è quella di trovare il giusto equilibrio tra passioni e vita reale, mentre in questo film entrambi i protagonisti decidono di scegliere una sola strada ignorando l’altra. Una scelta assolutamente eccessiva e negativa che ha scatenato tantissime polemiche. Il punto tuttavia è che il film non dice mai che le loro scelte siano state positive ed anzi, soprattutto la scelta di Francesco viene trattata come qualcosa di tragico. Il problema di tutto ciò è che in quel momento il film si interrompe, lasciando un finale ambiguo, che termina con Francesco che improvvisamente contatta Giovanni dal mondo virtuale. Dieci secondi dopo i titoli di coda inoltre fa vedere una scena in cui Giovanni, Federico (il fratello di Giovanni) e Gianfilippo (il bullo che ha sempre tormentato Francesco) decidono di entrare nell’universo virtuale per andare a salvare l’amico perduto. Si possono quindi valutare tutte le decisioni prese da “Game Therapy” fino alla fine, ma non si può valutare la soluzione finale, il messaggio definitivo dove vuole andare a parare, perché la storia appunto deve essere continuata in un secondo capitolo. La conclusione di “Game Therapy” quindi non va giudicata definitivamente, perché il giudizio finale può essere dato solo nella conclusione di un secondo film che tuttavia molto probabilmente non vedremo mai, perché la pellicola è stata un flop commerciale.

In sostanza “Game Therapy” risulta un’opera incompleta e piena di difetti basati soprattutto sulla mediocre recitazione di due dei protagonisti principali (Clapis e Piazza) e sul fatto che sarebbe dovuto essere approfondito meglio in diverse scene di caratterizzazione, soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Francesco. Ma nonostante tutto ciò il film rimane un interessante esperimento cinematografico italiano che non manca di elementi positivi. Alla fine “Game Therapy” è una pellicola carina che non merita affatto tutto questo accanimento ricevuto e che anzi, avrebbe dovuto ottenere un’altra occasione con un seguito scritto meglio, occasione che, se i produttori si sbrigano (anche se ciò è molto improbabile), si può ancora utilizzare. Se i peggiori film del cinema italiano fossero formati davvero da pellicole come questa, il nostro paese, almeno per quanto riguarda la settima arte, avrebbe molti meno problemi.

(articolo scritto e curato da Andrea Barone)