Uno YouTuber critica il servizio delle Iene sui terrapiattisti

Victorlaszlo88 contro il nazifemminismo

Ultimamente in rete sta molto circolando un servizio fatto dalle Iene che consiste nel mostrare le teorie strampalate dei pochi italiani che sostengono che la Terra sia piatta. Il servizio, fatto logicamente a scopo satirico, è stato accolto molto positivamente dal pubblico generale che ha ammesso di essersi fatto un sacco di risate sulle assurde supposizioni dei terrapiattisti (per esempio il fatto che le foto scattate dallo spazio siano solo trucchi digitali fatti per ingannarci). Tuttavia il recensore e giornalista cinematografico Mattia Ferrari, conosciuto sul web come Victorlaszlo88, non ha per niente apprezzato il servizio delle Iene.

Victorlaszlo88
(Mattia Ferrari nella foto)

Sulla sua pagina facebook il noto recensore ha infatti scritto ciò:

“Ma Le Iene ha sempre fatto così schifo? Prendono in giro i terrapiattisti, ma gli danno voce. Se anche un solo telespettatore, dopo aver guardato questo servizio, è andato a informarsi e ha abbracciato queste teorie del ca**o, l’umanità ha fallito. Per la cronaca, non è atterrata alcuna sonda su Marte, era un green screen. Darwin, dove sei?”

In altre parole Mattia Ferrari non ha accettato il fatto che abbiano dato pubblicità a persone del genere (anche se negativa). Molti utenti hanno definito la sua reazione esagerata, mentre il recensore continua a sostenere che bisogna essere attenti alla stupidità che rischia seriamente di rovinare questo paese ed anche un idiota in più è sempre troppo. Molti sono d’accordo con lui su questa cosa, ma allo stesso tempo sostengono che c’è da allarmarsi quando la stupidità entra in argomenti più importanti e che possono davvero influenzare gravemente l’Italia (c’è chi ha fatto come esempio coloro che sono contro i vaccini).

Yotobi e la sua proposta d’amore fatta a Matilda De Angelis

late show

Chi si ricorda il primo video della terza stagione del suo Late Show saprà perfettamente che ad un certo punto dell’episodio Karim Musa, prendendo spunto dal post di Fedez diretto a Chiara Ferragni su instagram, fa un video-storia diretto all’attrice e cantante Matilda De Angelis in cui le chiede di limonare. La cosa divertente tuttavia è che Karim ha davvero pubblicato la storia su Instagram e non l’ha utilizzata solamente per il suo episodio. Matilda De Angelis, in seguito a diversi commenti sul suo account, pubblica una risposta dicendo che è raffreddata e che non vuole contaminare il povero Karim. Le insistenze sull’account della celebre attrice diventano successivamente sempre più numerose e di conseguenza Matilda pubblica un’altra storia in cui dice (ironicamente) che Karim le ha rovinato la vita perché ora la gente le chiede solo di baciarlo. Dopo questo video Matilda pubblica altre due storie riferite al celebre comico: nella prima si chiede che forse sarebbe opportuno dargli un bacio passionale per zittire tutta la gente che lo chiede e nella seconda mostra quante persone le stiano ormai scrivendo commenti del genere. Dopo ben quattro storie ad un certo punto arriva la risposta di Karim Musa su Instagram, nel quale pubblica un video in cui dice che dopo il primo rifiuto Matilda non le interessa più. Il gran finale di questa divertente vicenda arriva nel secondo episodio del Late Show in cui il celebre comico commenta la prima risposta della star:

“Poi ha risposto la dolcissima Matilda De Angelis… rifiutandomi. Matilda, io scherzavo. Ho quindi ricevuto un rifiuto vero da una notizia finta. Questa è la mia vita.”

Vedere Karim Musa limonare con Matilda De Angelis sarebbe stato un sogno di molti fan di entrambe le star… ma a quanto pare dovranno lasciare spazio all’immaginazione.

 

(Articolo scritto e curato da Andrea Barone)

YouTube inserisce film gratis nel suo catalogo

film youtube

Da diverso tempo YouTube funziona come piattaforma streaming per numerosi film che si possono vedere pagandoli a parte nella sezione “Film su YouTube” (i prezzi vanno dai 2,49 euro a film in poi, a meno che non ci siano particolari sconti come “Miss Peregrine: La Casa dei Bambini Speciali” che è attualmente in offerta a 0,99 euro). Tuttavia è stata riportata la notizia che da Ottobre, senza alcuna campagna di marketing, la nota piattaforma abbia aggiunto la sezione “Free to Watch” che permette di vedere film gratis ma con le pubblicità. La sezione contiene per ora “solo” 100 titoli (tra cui pellicole come “Rocky”, “Matrix”, “Terminator” e “50 Volte il Primo Bacio”) e se tutto va bene si espanderà. Secondo Rohit Dhawan, il dirigente di YouTube, questo è un esperimento per verificare l’andamento degli spettatori e le varie occasioni degli inserzionisti per sponsorizzare dei film ed organizzare proiezioni esclusive. Attualmente la sezione non è disponibile in Italia e non stupisce visto che per ora si vuole solamente vedere se conviene adottare un servizio del genere, ma se tutto va bene da noi potrebbe arrivare presto viste le ormai forti ambizioni della piattaforma.

(Articolo scritto e curato da Andrea Barone)

In arrivo una nuova web-serie con Arianna Bonardi e speciali web star

Nuova web serie

Una delle attrici più talentuose che si trovano nella piattaforma di YouTube è sicuramente Arianna Bonardi (che ha anche un interessante canale omonimo in cui parla di cultura generale) che si è fatta notare diverse volte sia per le sue capacità recitative che per il suo coinvolgimento in progetti originali, tra cui la web-serie “ANNA: Cronache di un’attrice emergente” che la vede protagonista.

(Arianna Bonardi nel ruolo di Anna nella web-serie appena menzionata)

L’attrice ha avuto un’idea per un nuovo progetto, una web-serie intitolata “Matildà: Con l’Accento sulla A”. Essa vede come protagonista una giovane donna di nome Matildà avente un sicario come padre. Il padre è particolarmente fissato con il film “Léon” diretto da Luc Besson e per questo ha dato lo stesso nome della protagonista femminile a sua figlia. Matildà è quindi costantemente costretta a vivere delle disavventure causate dal lavoro di suo padre, cacciandosi spesso in situazione pericolose.

(Ariana Bonardi nel ruolo di Matildà in una scena della web-serie)

A parte l’attrice principale, che ha avuto l’idea per il soggetto, l’elemento che salta maggiormente all’occhio è colui che si occupa della regia e della sceneggiatura: Daniele Misischia. Quest’ultimo è un regista che non solo ha già curato diverse web-serie (tra cui proprio “Anna: Cronache di un’attrice emergente”), ma si è recentemente fatto notare con “The End? – L’Inferno Fuori”, uno zombie movie italiano uscito nelle sale cinematografiche ad Agosto di quest’anno e che è stato particolarmente (e meritatamente) apprezzato dalla critica per l’originalità e per la regia.

(Locandina del film menzionato che uscirà in home video il 13 Dicembre)

Inoltre nel cast troviamo ben 3 web-star provenienti dal mondo di YouTube: Violetta Rocks, Federico Frusciante e Mattia Ferrari (conosciuto sul web come Victorlaszlo88). Il primo episodio verrà caricato sul canale di Arianna Bonardi il 29 novembre ed il trailer è già disponibile (potete vederlo qui). Dal trailer l’opera sembra una commedia d’azione originale e ben curata dal punto di vista registico e recitativo. Per quanto riguarda il soggetto siamo di fronte di nuovo ad un’idea fresca tutta italiana che può contribuire ad aggiungere buona varietà tra i prodotti cinematografici ed audiovisivi nostrani che hanno bisogno di generi nuovi. Per scoprire che l’opera sia anche qualitativamente valida dobbiamo solo vederla, ma di certo le aspettative sono alte.

(Articolo scritto e curato da Andrea Barone)

Quella volta che uno youtuber fece arrabbiare un attore famoso

Chi è spesso attivo sul web non può non aver sentito parlare almeno una volta di “The Room”, film drammatico scritto, diretto ed interpretato da Tommy Wiseau ed uscito nel 2003. Il film è particolarmente ricordato per essere qualitativamente uno dei più grandi disastri della storia del cinema nella trama e nella recitazione (specialmente quella dello stesso Wiseau, definita da molti la peggiore mai vista sul grande schermo).

(Locandina del film menzionato)

Proprio per questi elementi, talmente improponibili da risultare enormemente divertenti, “The Room” è diventato un vero e proprio cult (o per meglio dire “scult”) e probabilmente è il so bad it’s so good più amato della storia che ha trasformato il suo autore ed interprete in una vera e propria star (per farvi capire: una volta uscito in home video è finito immediatamente al primo posto dei dvd venduti da Amazon in America). La pellicola non è disponibile nel mercato italiano, ma se siete curiosi di vederla potete trovarla sottotitolata su internet e nel caso vi piaccia potete acquistare su Amazon degli Stati Uniti il blu-ray con i sottotitoli italiani disponibile in tutte le regioni (ampiamente consigliata la visione con gli amici, da solo è meno divertente).

Questo film non poteva non saltare agli occhi di Doug Walker, il comico americano conosciuto sul web come Nostalgia Critic (anche se ha interpretato diversi personaggi oltre quello citato). Nella veste di Nostalgia Critic infatti il celebre comico si occupa di recensire su YouTube, tramite esilaranti gag, film da lui ritenuti quasi sempre non validi che vanno dalle pellicole mediocri a quelle orrende.

(Doug Walker nel ruolo del suo iconico personaggio)

Per questo “The Room” è inevitabilmente finito nella lista dei film trattati dall’americano Doug (mentre da noi è stranamente sfuggito a Karim Musa, conosciuto nel web come Yotobi, durante il periodo delle sue recensioni) e la recensione del “capolavoro” di Tommy Wiseau è considerata da molti (meritatamente) come uno dei suoi video più riusciti di sempre (potete guardarla sottotitolata qui).

Tuttavia c’è un particolare che non avevo ancora descritto: per quanto Tommy Wiseau sappia che la sua opera venga amata per la sua effettiva bruttezza, egli non ha mai smesso di definirla un bellissimo film e ne va particolarmente fiero. Nonostante quindi tutti abbiano già sfottuto “The Room” e continuino a farlo, il buon Tommy non l’ha presa bene quando ha visto un video in cui un recensore prende in giro il suo film avente più di un milione di visualizzazioni, così dopo pochi giorni il video è stato bloccato per violazioni di copyright. Doug Walker ha immediatamente contestato contattando Wiseau e sostenendo che, essendo una recensione, il suo video non può essere bloccato per ragioni di copyright essendoci su YouTube il diritto di critica. Inoltre il celebre comico ha anche sostenuto che diverse case di produzione hanno apprezzato le sue recensioni negative fatte sui loro prodotti perché esse erano pur sempre una pubblicità (specialmente con i so bad it’s so good). Le parole di Doug tuttavia non sono servite a nulla e Tommy Wiseau non ci ha pensato minimamente a ritirare la denuncia fatta alla recensione. Il recensore tuttavia non è rimasto con le mani in mano e pochi giorni dopo ha fatto uscire un video risposta tutto ciò.

Prima di svelare il contenuto bisogna sapere che Tommy Wiseau, in un breve periodo di tempo, ha svolto il “Tommy Wi-Show” nel canale di YouTube “Machinina”. Lo show consisteva nel vedere Tommy Wiseau giocare ad i videogames mentre esso faceva delle battute. Proprio così: Tommy Wiseau è stato anche un gamer. Nel video risposta di Doug Walker, quest’ultimo si è travestito nel personaggio di Tommy Wiseau sfottendo pesantemente il suo show. Nella prima parte dell’esilarante video il comico fa apparire la celebre star come una sorta di fattone che non capisce in quale posto si trovi, mentre la seconda parte evidenzia quanto esso sia uno strano bambino viziato per avergli bloccato il video senza un motivo valido. Il video è in assoluto una delle prese in giro più divertenti che si siano mai viste su YouTube (nel canale ufficiale non c’è più ma potete trovarlo sottotitolato qui).

(Doug Walker nel ruolo della versione parodiata di Tommy Wiseau)

Dopo questo enorme combattimento sembra che Doug ce l’abbia fatta e che Tommy Wiseau abbia ragionato: il video infatti è stato sbloccato ed oggi ha raggiunto poco più 2 milioni e 700.000 visualizzazioni, rimanendo ancora oggi una delle recensioni più ricordate del web.

 

(Articolo scritto e curato da Andrea Barone)

Il miglior film su Dragon Ball viene da YouTube

Nel campo cinematografico ci sono tantissimi casi di artisti che hanno numerose difficoltà nel farsi notare nel mondo dello spettacolo attraverso la distribuzione dei loro lavori. Per questo registi e attori, anche se le piattaforme del web non sono il loro mezzo di lavoro principale, utilizzano come ultima risorsa proprio YouTube, nella speranza che qualcuno finalmente si accorga delle loro capacità. Questo sistema funziona spesso all’estero, mentre in Italia è molto più difficile (e non ci stupisce, la strafottenza è una cosa che negli ultimi tempi è peggiorata in Italia sia nella cultura che in altri casi). Non sorprende quindi che su YouTube si trovino tantissimi lavori a basso budget, dei quali molti presentano un look amatoriale e molti altri invece sono uno spettacolo per quanto siano inaspettatamente curati. Moltissimi cortometraggi e mediometraggi sono rappresentazioni live action di anime fatti da amanti della cultura giapponese. Uno dei prodotti animati presi particolarmente di mira è la serie “Dragon Ball”, basata sulla celebre opera letteraria di Akira Toriyama.
Gli adattamenti cinematografici live action su questo franchise non hanno mai avuto tanta fortuna. Il primo adattamento ufficiale è “Dragon Ball: Il Film”, fantasy d’avventura prodotto dal Taiwan nel 1991 e diretto da Joe Chan e Leung Chung.

(Locandina del primo adattamento ufficiale del manga)

La pellicola è ricordata con affetto dai fan per essere una fedele rappresentazione del primo arco narrativo di Dragon Ball (anche se in realtà si prende diverse libertà per motivi di budget), pure se si tratta di una produzione molto ingenua e povera dal punto di vista visivo. Ha cercato di essere fedele allo spirito dell’opera ed i personaggi sono abbastanza simpatici, ma in sostanza è un’avventura demenziale che a malapena raggiunge la sufficienza se ci si vuole solo divertire. Il film infatti, a parte i brutti effetti speciali (che sono perdonabili solo per il budget bassissimo), pecca nel voler essere eccessivamente fedele al manga nello stile comico-demenziale che non è adatto ad un’opera cinematografica non animata ed il più delle volte appare ridicolo.
Molti anni dopo ci riprova una grande casa di produzione americana come la Century Fox ed il 2009 esce “Dragon Ball Evolution” diretto da James Wong (regista della serie “X-Files” e del lungometraggio “Final Destination”).

(Locandina del secondo adattamento ufficiale del manga)

La pellicola riprende per la maggior parte del tempo la saga del mago Piccolo, ma attraverso numerose libertà. Il film infatti compie la scelta intelligente di adattare l’universo del manga in un contesto completamente nuovo, senza mai diventare un’improponibile copia ma allo stesso tempo senza mai rinunciare allo spirito dei personaggi. In sostanza la pellicola era un’avventura visivamente ben riuscita e con concetti interessanti come la fiducia in sé stessi e la particolarità delle arti marziali, anche se purtroppo la breve durata incide sul prodotto finale che sarebbe potuto essere di un livello più alto, ma il risultato è tutt’altro che disprezzabile. Tuttavia numerosi fan, ignari del fatto che un’opera così bizzarra come Dragon Ball non potrà mai essere uguale sul grande schermo senza essere ridicola, hanno disprezzato ogni cambiamento della pellicola attraverso numerose critiche sterili (faccio solo alcuni esempi: il maestro Muten uguale nella personalità a quello dell’opera originale ma non apprezzato perché non munito di barba e occhiali, oppure il vedere la Kamehameha usata per curare le persone quando nell’anime è normalissimo che l’aura venga utilizzata in questa maniera, etc.). “Dragon Ball Evolution” è stato uno dei film più odiati degli ultimi anni per colpa di un accanimento esagerato fatto per la maggior parte da dei fan che non riescono a distinguere la differenza tra un prodotto live action ed un prodotto animato e che vogliono vedere sempre le stesse cose, accusando ingiustamente la pellicola di essere quello che sarà poi l’inguardabile adattamento americano di “Death Note” prodotto da Netflix nel 2017. A causa di tutto ciò il film è stato un flop al botteghino e la critica non è stata buona (ma nemmeno disgustosamente esagerata quanto quella dei fan), affossando la carriera dei promettenti Justin Chatwin ed Emmy Rossum ed ogni iniziativa per un seguito.

Se quindi ancora adesso non bolle più niente in pentola per quanto riguarda un nuovo live action ufficiale di Dragon Ball, diversi fan non si sono arresi ed hanno realizzato per YouTube tantissimi adattamenti a basso budget. Moltissimi di questi sono stati lodati dai fan per la loro fedeltà piuttosto che per la loro qualità e mi hanno fatto spesso pregare che un ipotetico prossimo live action ufficiale non sia curato da fan estremisti del genere (ho già poi precisato quanto la troppa fedeltà può essere fatale). Tuttavia c’è anche chi si ricorda quanto il campo cinematografico sia completamente diverso da quello animato ed individui del genere hanno caricato su YouTube un’opera assolutamente inaspettata (e che successivamente hanno portato in diversi festival cinematografici) il 10 novembre 2015: “Dragon Ball Z – The Fall of Men”.

(Locandina del mediometraggio appena menzionato)

La pellicola, scritta e diretta da Yohan Faure e prodotta dalla Black Smoke Films, è un mediometraggio, dalla durata di 28 minuti circa, girato in lingua inglese e realizzato con un budget di 8.000 euro. La trama è questa (non ci sono spoiler):
“In un futuro apocalittico il nostro pianeta sta cadendo a pezzi: una creatura umanoide uscita fuori da esperimenti umani e chiamata Cell ha sterminato la maggior parte della popolazione mondiale. Tutti i più grandi guerrieri sono caduti ed è rimasto solamente uno, anche se nella forza è ancora inferiore all’essere malvagio: Trunks (interpretato da Benjamin Hubert). Insieme alla madre Bulma (interpretata da Aurélie Dujarrier), una geniale scienziata, il giovane combattente cerca di applicare l’unica soluzione possibile: costruire una macchina del tempo per avvertire del pericolo e portare una cura a Goku, il combattente più potente del pianeta Terra che è morto prima dell’arrivo di Cell a causa di una rara malattia. Tuttavia trovare i pezzi giusti per costruirla, anche se sono ormai vicini al completamento, è molto difficile e Trunks non può più sopportare tanto massacro nel mondo. Allora il giovane guerriero è deciso a fare il passo definitivo: combattere e sconfiggere Cell una volta per tutte dopo un intenso allenamento.”

Chi è amante della saga di “Dragon Ball” avrà notato chiaramente che l’arco narrativo ripreso è “La Storia di Trunks”, con la differenza principale che il futuro non viene devastato dagli androidi 17 e 18 ma direttamente dall’androide Cell. Per quanto riguarda il lato tecnico, la regia di Faure non è amatoriale ma non è neanche tra le migliori mai viste in un prodotto del genere: il problema principale è dovuto alle scene in cui c’è il rapporto tra i personaggi. Durante quei momenti infatti la telecamera si muove troppo e a volte le inquadrature ne risentono parecchio (salvo una splendida scena di pianto che non vi spoilero). Tuttavia quando si tratta di mostrare le scene spettacolari la regia migliora notevolmente attraverso bellissime inquadrature che danno alla pellicola un aspetto da blockbuster. La fotografia di Bertrand Marin e di Emmanuel Ouin-Martin è davvero ben curata e mette deliziosamente in risalto i colori delle atmosfere dettate dal tempo: durante le scene di pioggia i colori per esempio sono molto grigi mentre in una scena ambientata in un deserto la luce del sole è accentuata particolarmente. Nelle scene ambientate in un luogo chiuso i colori invece sono particolarmente oscuri, tranne in uno che dovrebbe significare l’ultima speranza di Trunks. Le musiche originali di Stephane Lopez sono davvero molto piacevoli da sentire, sia nelle scene drammatiche che nelle scene d’azione. Ciò che colpisce maggiormente dal punto di vista visivo tuttavia sono gli incredibili effetti speciali, realizzati con una cura che, salvo pochissime inquadrature, fanno sembrare che la pellicola, avente un budget bassissimo, sia costata molto di più. Le scenografie per esempio, attraverso un design fedele ma contestualizzato, sono realizzate benissimo sia nella costruzione fisica che in quella digitale e mettono enormemente in risalto l’atmosfera post-apocalittica.

(Ecco come appare il palazzo del Supremo nel mediometraggio)

Un’altra cosa sorprendentemente riuscita è la realizzazione in motion capture di Cell (che non vi mostrerò in un’immagine per lasciarvi la sorpresa durante la visione), molto realistica e quasi mai legnosa (essa è stata utilizzata da Michel Durand e da Jonathan Henry che hanno interpretato alternandosi il celebre antagonista). Il design riprende completamente la sua forma perfetta con l’eccezione del viso che invece si rifà alla sua prima forma, rendendolo davvero inquietante. Infine l’ultimo miracolo realizzato da questo team è il combattimento tra Trunks e Cell: esso si rifà allo stile di “Dragon Ball Z”, ma senza mai essere troppo casinista ed anzi, mette chiaramente in evidenza che quello che i protagonisti stanno applicando sono arti marziali, senza però essere troppo puntati sul realismo (dovrebbero esserlo nel primo arco narrativo, qui invece stiamo parlando di una saga in cui i personaggi combattono svolazzando e lanciandosi più spesso colpi di aura). Il combattimento risulta essere spettacolare e originale visivamente, risultando forse uno dei duelli cinematografici più belli che si siano mai visti negli ultimi anni. Il fatto che con un budget così basso abbiano realizzato tanta bellezza visiva fa veramente riflettere sui budget enormemente esagerati dei blockbuster, anche se spesso metà di essi se li portano via gli attori famosi.

Se dal lato visivo il film convince molto, com’è invece dal lato della sceneggiatura e della fedeltà all’opera originale? La risposta è più che positiva. Il film riprende gli eventi narrativo del film animato “La Storia di Trunks”, prendendosi le giuste libertà per fare un’opera diversa ma fedele allo spirito. L’esclusione di Gohan potrebbe far storcere il naso a parecchi puristi, ma bisogna ricordarsi che si sta guardando una versione alternativa all’universo cartoonesco di “Dragon Ball” come dovrebbe essere qualsiasi adattamento live action che se fosse il copia e incolla della trama potrebbe facilmente risultare inutile. Se tuttavia i commenti per l’assenza di una figura importante si possono tranquillamente capire, sono assolutamente ridicole le diverse persone che definiscono l’opera brutta perché Trunks non ha i capelli viola e Bulma non ha i capelli color verde acqua (nonostante lei per il resto sia identica fisicamente alla sua controparte animata del futuro).

(Bulma in una scena del film)

Hanno proprio ragione quei commenti: mica il loro look cartoonesco avrebbe stonato con l’atmosfera apocalittica e realistica del film, vero? Sono inoltre questi elementi a fare i personaggi, giusto? Mica la cosa principale è la loro caratterizzazione? Se così tante persone sono tanto ostili per questi particolari insignificanti non c’è da stupirsi che un film ancora più differente dall’opera originale come “Dragon Ball Evolution” sia stato tanto odiato. Prima di parlare della caratterizzazione bisogna precisare la narrazione del film. A parte l’inserimento di alcuni flashback, gli eventi seguono un ordine cronologico decisamente lineare, ma il mediometraggio ha comunque una cosa molto particolare ed inaspettata: i personaggi non parlano mai, ad eccezione di Trunks che tuttavia comunica solamente allo spettatore attraverso i suoi monologhi interiori che raccontano cosa è successo e che esprimono le sue sensazioni. Una scelta per nulla scontata ed incredibilmente autoriale.

(Trunks in una scena del film)

Nonostante i protagonisti siano sempre in silenzio, il loro rapporto è incredibilmente sviluppato: quando Trunks e Bulma si guardano riescono perfettamente a comunicarci cosa essi cosa loro provino l’uno per l’altra, il tutto aiutato dalla recitazione degli attori che, attraverso la loro mimica facciale, riescono ad esprimere ciò che pensano anche senza esprimere una sola parola. Lo stesso Cell, che nell’opera originale è un essere che parla molto, esprime tutto il suo egocentrismo, il bisogno di dimostrare la sua potenza e allo stesso tempo la sua voglia di sfide attraverso le sue azioni ed i suoi sguardi inquietanti. Inutile dire che il personaggio approfondito meglio di tutti è Trunks, anche perché lui ha dalla sua parte il monologo interiore. Tutti i personaggi quindi vengono influenzati da una scelta autoriale ma allo stesso tempo possiedono lo spirito delle loro controparti dell’opera originale. E per quanto riguarda invece il tono che è forse l’elemento più difficile di “Dragon Ball” da portare in live action? Esso è completamente drammatico e lascia allo spettatore tutta la tristezza ed il dramma che i personaggi stanno vivendo, con pochissime situazioni che possono davvero far pensare ad una speranza. Molti staranno pensando che un’atmosfera del genere non rispecchia per niente il manga che ha diversi momenti seri ed anche molto drammatici, ma il tutto è sempre stato ben mischiato attraverso momenti comici e demenziali. Questo è assolutamente vero, ma non dimentichiamo che il film riprende gli eventi di “La Storia di Trunks” che è l’unica saga di Dragon Ball a non aver avuto mai un momento comico e che è diventata sempre più triste con l’andare avanti della storia. Il dramma trattato in tutto il mediometraggio non fa quindi altro che riprendere le parti contestualizzate di una storia già triste a prescindere. È anche vero tuttavia che è decisamente più facile trasporre nei toni questa parte dell’opera originale e per questo il modo in cui è stato trasposto “Dragon Ball” in questa opera non è la soluzione definitiva, ma è già un passo avanti per come si può trasporre in maniera ottima un manga (o anime in questo caso, dato che la storia ufficiale viene da uno special d’animazione ufficiale) del genere.

In sostanza, pur non essendo perfetto, “Dragon Ball: The Fall of Men” è uno dei migliori prodotti mai apparsi su YouTube e molto probabilmente il miglior live action che sia mai stato realizzato sul celebre manga che lascia veramente una speranza sul fatto che un bellissimo film ufficiale tratto da un’opera di Toriyama si può realizzare sul serio. Non solo la critica ha accolto in maniera positiva il lavoro di Yohan Faure, ma anche l’accoglienza del pubblico è stata davvero calorosa: il film infatti ha totalizzato poco più di 28 milioni visualizzazioni (potete vederlo qui attivando i sottotitoli italiani). Eppure, nonostante il grande successo e l’ottima qualità, il team non sono stati ancora chiamati per realizzare dei progetti cinematografici dai budget più alti. Gli artisti che hanno usufruito di YouTube per farsi conoscere non hanno avuto tanta fortuna stavolta, ma di certo non hanno deciso di mollare: l’11 settembre di quest’anno è stato rilasciato sul canale della Black Smoke Films il teaser trailer di “ORAGE PAR CIEL CLAIR“, un nuovo progetto scritto e diretto sempre da Yohan Faure. Speriamo che questa volta queste persone di talento abbiano più fortuna di essere notate in una piattaforma che ha davvero tantissima gente che ha bisogno di essere portata in altre parti del mondo dello spettacolo.

(Articolo scritto e curato da Andrea Barone)

Federico Frusciante ed i suoi consigli

Uno dei recensori cinematografici migliori di YouTube è senza dubbio Federico Frusciante, critico e videomaker avente un canale che conta poco più di 32.000 iscritti. Egli è particolarmente apprezzato per le sue esposizioni molto emotive ma senza che esse escludano mai un ottimo linguaggio tecnico e per la sua schiettezza: è noto infatti che Federico Frusciante recensisca positivamente anche diversi film non apprezzati dalla critica e dal pubblico (con definizioni così sincere da mettere allegria, tipo la frase “il pubblico non ha capito un cazzo” detta durante la recensione del fantasy “Lady in The Water” nella monografia dedicata al regista M. Night Shyamalan).

(Foto di Federico Frusciante)

Una delle sue tipologie di video più amate sono “I Consigli di Frusciante”. Ogni mese il celebre recensore fa un video in cui riassume le sue ultime visioni e consiglia 3 film recenti da lui ritenuti belli, 3 cult meno recenti e 3 film da lui ritenuti brutti (o come lui li preferisce definirli i “3 cessi”). I film trattati nella rubrica di questo mese (che potete trovare qui) sono:

Consigliati
“La Stanza delle Meraviglie”, dramma surreale diretto da Todd Haynes
“La Truffa dei Logan”, commedia action diretta da Steven Soderbergh
“Ulysses: A Dark Odissey”, dramma action diretto da Federico Alotto

Cult
“L’ultimo Boy Scout”, commedia action thriller diretta da Tony Scott
“Spy”, thriller diretto da Renny Harlin
“Il Corvo”, dramma action fantasy diretto da Alex Proyas

Sconsigliati
“Attrition”, action di arti marziali diretto da Mathieu Weschler
“Hurricane: Allerta Uragano”, action diretto da Rob Cohen
“Jurassic World: Il Regno Distrutto”, sci-fi diretto da Juan Antonio Bayona

Ogni mese vi aggiorneremo con la sua nuova rubrica di consigli  che sono sempre molto interessanti da ascoltare, a prescindere dal fatto di essere d’accordo o meno con i suoi pareri.

(Articolo scritto e curato da Andrea Barone)

 

Animali Fantastici: il recensore Antonio Cianci critica le reazioni del web

Come molti sapranno il 15 novembre uscirà in tutti i cinema “Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald”, secondo capitolo spin-off e prequel della celebre saga fantasy di “Harry Potter”, diretto da David Yates e scritto da J.K. Rowling, l’autrice della saga letteraria.

(Il poster del film tanto atteso)

Inutile dire, dopo il successo sia di pubblico che di critica del precedente capitolo, quanto la pellicola fosse attesa dai fan. Nonostante la pellicola uscirà ufficialmente nelle sale domani, le anteprime sono già state fatte e diversi commenti dei fan sono stati inaspettatamente negativi. Almeno nelle reazioni delle anteprime il pubblico è stato diviso in due parti: c’è chi la apprezzato e chi invece no. I commenti negativi hanno mirato specialmente alla mancanza di fedeltà nello spirito dei personaggi e nelle vicende non coerenti con quello che sarebbe successo successivamente nella saga principale. In attesa di vedere se tutto ciò sia vero (e voglio ricordare lo stesso accanimento avvenuto con “Star Wars: Gli Ultimi Jedi” che in quel caso era inutile), numerose persone in Italia hanno scritto di aver perso la voglia di andare a vederlo, specialmente dopo che due dei più popolari recensori cinematografici molto attivi su YouTube, ovvero Mattia Ferrari (conosciuto sul web come Victorlaszlo88) e Mattia Pozzoli (conosciuto sul web come Matioski) hanno anche loro parlato negativamente del film. Dopo aver letto i commenti di queste persone è intervenuto sulla sua pagina facebook un altro recensore cinematografico ugualmente attivo su YouTube: Antonio Cianci, conosciuto nel web anche come IlRaccattaFilm.

(Antonio Cianci in una foto che rappresenta il suo canale)

In un video pubblicato ieri alle 20.14, lo youtuber ha fatto questa dichiarazione:

“Ragazzi, volevo riportare una questione urgente che ha stuzzicato i miei nervi. “Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald” ha ricevuto un’accoglienza tiepida, in cui metà dei critici lo hanno parzialmente massacrato. Da qui leggo i commenti di diversa gente che per pregiudizio non vuole andare a vederlo. Lo avete atteso per due anni e cosa fate? Ma andate a vederlo e giudicate con i vostri occhi prima. È un evento e bisogna goderselo in compagnia, poi se ne potrà discutere anche animatamente dopo la visione, ma intanto non fatevi condizionare giusto per aver beccato qualche giudizio negativo o estremamente negativo. Suvvia!”

Antonio Cianci quindi ha attaccato la pessima abitudine delle persone che si lasciano influenzare da quello che leggono (che siano commenti dei loro youtuber preferiti o della gente in generale) piuttosto che assumere una loro individualità per giudicare un’opera con la loro testa, un vizio sempre più alto purtroppo negli ultimi anni su internet. Speriamo che questa cosa non influenzi troppo il successo della serie, anche se in realtà i commenti non sembrano così negativi da modificare enormemente il corso degli incassi (come era già accaduto in passato con “Batman v Superman” per esempio). In ogni caso critiche fatte da personalità come quelle di Antonio Cianci sono sempre ben accette e dovrebbero essere più diffuse sia su YouTube che nel resto di internet.

(Articolo scritto e curato da Andrea Barone)

Quando si argomenta il cinema: Antonio Cianci IlRaccattaFilm

Tra le varie opzioni attraverso cui si può intraprendere la strada dello youtuber c’è quella del recensore cinematografico. Uno dei migliori che rappresentano questa categoria di youtuber è Antonio Canci, conosciuto nel web come IlRaccattaFilm, che al momento ha poco più di 6.000 iscritti sul suo canale aperto il 13 febbraio del 2010 e che ha iniziato ad essere realmente utilizzato il 5 maggio del 2013.

(Antonio Cianci nella foto)

Le primissime recensioni da lui svolte non sono molto entusiasmanti, essendo girate in un modo davvero grezzo: all’inizio del canale egli infatti esprime le proprie opinioni tenendo un cellulare in mano e riprendendosi attraverso di esso. Dopo pochissimi video il cellulare verrà utilizzato per fare un’unica inquadratura fissa in modo da ottenere un effetto meno amatoriale. La forma del cellulare sparirà dall’inquadratura il 10 ottobre del 2013 con la classifica di quelli che riteneva i 5 peggiori finali mai scritti allora (che potete trovare qui). Da quel video in poi la qualità tecnica migliorerà sempre di più, sia nel montaggio che nella definizione della telecamera. Il recensore Antonio Canci solitamente divide i suoi video in quattro categorie principali:

1) Recensioni
Inutile dire che essa sia la categoria più importante del canale. Le prime recensioni di Antonio, oltre ad essere amatoriali, presentano un’esposizione un po’ impacciata ma allo stesso tempo si vede in essa una voglia matta di parlare di cinema. Nell’anno 2014 il recensore rende i suoi video più analitici e meno improvvisati fino a quando non raggiunge la sua impostazione definitiva il 1 giugno con il video “Recensione 3X1:X Men DOFP, Maleficent, Edge Of Tomorrow (2014)”. La caratteristica principale di Antonio Cianci è infatti quella di riuscire a descrivere un film in pochi minuti ma ugualmente in maniera analitica e approfondita. In questo modo le sue recensioni, grazie ad un’ottima esposizione realizzata tramite un linguaggio corretto e chiaro e ad una perfetta sintesi (infatti solitamente non durano più di 7 minuti), riescono a far capire perfettamente allo spettatore le sue impressioni sul film da lui trattato e ad invogliare a vederlo nel caso la recensione sia positiva.

2) Classifiche
Inizialmente le classifiche sono il tallone di Achille del recensore: nella prima metà dei video del canale esse infatti si limitano ad essere un semplice elenco con commenti abbastanza superficiali, senza un vero e proprio approfondimento analitico, specialmente nelle classifiche riguardanti titoli negativi (su tutti il video “Flop 10 Peggiori Sequel Mai Realizzati ad Hollywood”, probabilmente la peggiore che abbia fatto a livello di analisi). Negli ultimi tempi invece il risultato è notevolmente migliorato, perché Antonio Cianci, anche aumentando i minuti dei video per quanto riguarda questa categoria (come per esempio il video “Top 15 Migliori Film del 2017“), decide di essere molto più analitico anche se ovviamente è ancora più sintentico rispetto alle normali recensioni, con la differenze però che il motivo principale per cui il film rientra nella classifica è ben sentito e spiegato anche a chi non conosce i film da lui trattati, mentre nelle prime classifiche i motivi erano intuibili soprattutto se si aveva visto le pellicole in classifica. Si può pensare che questo miglioramento sia stato fatto solo nelle top poiché il recensore parla delle cose che ama di più, ma in realtà è presente anche nelle classifiche di film negativi (come per esempio il video “Flop 7 Peggiori Film del 2017“.

3) Analisi
Questa categoria consiste nel prendere un determinato argomento o un determinato autore e fare riflessioni su questi ultimi elementi. L’esposizione è la stessa utilizzata nelle recensioni e per questo risulta estremamente convincente a prescindere se si è d’accordo o meno sull’argomento. Colpisce per esempio l’analisi fatta sul cinema di Zack Snyder oppure quella sul cinema di Kubrick. In entrambi i video menzionati Antonio Cianci dimostra un entusiasmo incredibile verso ciò che sta trattando e allo stesso tempo mantiene un controllo emotivo che gli permette di essere obiettivo e tecnico, senza che mai una parola venga detta senza una base solida.

4) Commenti Shock
Questa è la categoria più originale ed anche la più divertente del canale. Antonio Cianci in questi video legge dei commenti fatti da degli utenti su dei film e lui dice cosa pensa di quei commenti. La particolarità è che i commenti scelti dal cinefilo sono quelli scritti senza una vera e propria base o logica argomentativa ed in questo modo le reazioni fatte da Antonio Canci nei video sono davvero esilaranti. Quando i commenti in generale sono fatti da fanboy che fanno esclamazione tipo “Il film vale solo per il bacio dei protagonisti” i video risultano meno memorabili perché i commenti stessi non lasciano niente di particolare in cui accanirsi contro (come per esempio il video su “Batman e Robin”), ma quando i commenti vanno veramente oltre la logica e di conseguenza le battute di Antonio diventano ancora più creative grazie alle sue reazioni giustamente sempre più stupite negativamente i video raggiungono il massimo dell’epicità (come per esempio quello su “The Nightmare Before Christmas” che è oro puro per quanto riguarda l’intrattenimento).

In sintesi Antonio Cianci è in assoluto uno dei migliori recensori cinematografici di YouTube Italia. Se cercate qualcuno che vi possa appassionare alle pellicole trattate, avente un dono della sintesi davvero pregiato e senza che quest’ultimo elemento cancelli la parte analitica, questo è il cinefilo che fa per voi.

(Questo articolo è stato scritto e curato da Andrea Barone)

Cosa è successo a Michael Righini?

Chiunque abbia seguito spesso vari personaggi del web non può non aver visto un video di Michael Righini o non aver sentito parlare almeno una volta di quest’ultimo.

(Michael Righini nella foto)

C’è stato un periodo in cui Michael Righini era una delle star più seguite di Youtube Italia, una di quelle che aveva tra le schiere più alte di fan che aspettavano sempre con ansia per divertirsi con i suoi sketch comici. Il suo video più ricordato è “Io Odio Gangnam Style”, una parodia del tormentone sudcoreano che arrivò da sola a 10 milioni di visualizzazioni rientrando ai primi posti della classifica dei video più visti di sempre su Youtube Italia. Il video in questione è sparito dal canale ufficiale (per motivi che spiegheremo nell’articolo), ma potete ritrovarlo sulla piattaforma tramite altri utenti che l’hanno caricato (per vederlo cliccate qui).

Quando si pensava a Michael Righini si sorrideva immediatamente, perché il suo nome voleva dire “risate a non finire”. Era ed è ancora definito dal pubblico come “la Bbestia”, soprannome che si diede lui stesso. Tuttavia oggi qualcosa si è spezzato…. e per capire davvero il motivo bisogna fare qualche passo all’indietro e ripercorrere in maniera dettagliata la carriera di questa icona del web. Tutto iniziò nel 2010 quando un trio di comici decisero di divertirsi aprendo un canale su Youtube chiamato “iFuoridiTesta”. Il trio era formato da Luca Balduini (a sinistra), Alessio Della Santa (al centro) e ovviamente Michael Righini (a destra) che all’epoca aveva 22 anni.

(Il trio comico nella foto)

I video del gruppo si basavano sull’insieme di sketch comici che ritraevano in maniera satirica e demenziale l’Italia ed il comportamento dei suoi abitanti. Essi venivano girati in maniera molto grezza, attraverso l’uso di una sola unica inquadratura che riprendeva i protagonisti davanti ad un green screen.  Più il canale andava avanti e più i video ottenevano un discreto successo. Tuttavia non sapremo mai quando e se si sarebbe fermata la loro corsa, perché dopo nemmeno un anno Alessio Della Santa, che diventerà successivamente su Youtube uno dei collaboratori storici del gruppo comico iPantellas, abbandonò il trio per motivi ignoti. I restanti membri del gruppo decisero che era inutile continuare un’idea che era stata progettata per tre persone, così il canale venne chiuso (ed oggi è molto raro riuscire a trovare uno dei loro vecchi video nel web).

 

Tuttavia Michael Righini non ebbe alcuna intenzione di smettere di creare sketch comici, così il 10 settembre 2011 nacque un nuovo canale che prendeva il suo nome e che sarebbe stato fino ad oggi quello definitivo. Luca Balduini non abbandonò l’amico e continuò ad aiutarlo non solo nella recitazione, ma soprattutto nella regia, nella sceneggiatura e nella produzione. Insieme al duo si aggiunsero soprattutto l’attore Matteo Carbone, che diventerà la spalla comica definitiva di Michael, e l’attrice e modella Silvia Sacchi che, nella maggior parte delle volte, sarà la co-protagonista femminile. I video di questo nuovo canale prendevano in giro gli aspetti della vita quotidiana (basti pensare al video “Ho Sempre Fretta !!!”) ed i vizi umani (basti pensare a “Come Smettere di Fumare?”), ma la cosa che veniva presa più di mira da Michael era il rapporto tra l’uomo e la donna (basti pensare a “Come Portare a Letto Una Donna” in cui compare l’attore e comico Frank Matano). Tutti questi elementi erano trattati nella forma più demenziale possibile, aventi un Michael che utilizzava espressioni facciali davvero esagerate. Non mancavano tuttavia video che invece trattavano determinati argomenti in maniera decisamente più seria per mandare un messaggio preciso e profondo, ma senza perdere mai il tocco ironico (basti pensare a “Quando Lei Non Ti Ama…” o a “L’Amore è Cieco…”). Gli ultimi ma non meno importanti soggetti trattati da Michael erano le parodie di classici elementi di film (basti pensare a “Il Mago della Romagna” in cui compare l’attore Andrea Baglio) e le parodie delle canzoni di maggior successo del momento (e da qui viene appunto il famoso “Io Odio Gangngam Style). Dal punto di vista tecnico i video diventarono molto più curati rispetto al sistema grezzo in cui erano stati fatti quelli del canale precedente, seppur rimanendo comunque semplici. Grazie infatti al quasi totale abbandono del green screen e all’inserimento di molte più inquadrature diverse, Michael riusciva ad avere più libertà nella scrittura e nella bizzarria delle sue idee. La direzione degli attori infine funzionava discretamente, soprattutto quando si trattava dei suoi fidati collaboratori, anche se quello che rubava spesso la scena era proprio Michael Righini.

(Michael Righini nel video “La Giustizia in Italia è Morta“)

L’iniziativa di Michael nell’aprire il nuovo canale fu ben premiata: i video infatti furono accolti con molto entusiasmo dalla gente. La maggior parte di essi riuscirono ad arrivare a più di un milione di visualizzazioni e non ce ne fu uno che non superava il mezzo milione. La gente infatti non amava solamente la genialità delle battute, ma amava in particolare le facce esageratissime di Michael che, unite alle simpatiche sceneggiature, facevano crollare qualunque spettatore dalla sedia. Fu in particolare l’espressione dell’italiano medio arrabbiato che lo fa ancora oggi ricordare come “la Bbestia” (uno dei video in cui questo personaggio viene fuori è per esempio “Il Rimedio Contro i Maleducati“). In poco tempo quindi Michael Righini arrivò ai primi posti dei personaggi più visti ed apprezzati dal web, tenendo testa in fatto di popolarità agli allora già giganti di Youtube Italia come Yotobi e iPantellas.

 

Per due anni consecutivi Michael continuò a fare questa tipologia di video, ma poi giunse il momento di fare un altro passo in avanti. Michael infatti non era solamente un amante della comicità, ma era un amante del cinema in generale. Non a caso aveva frequentato anche una scuola di recitazione (e si vedeva non poco già nei video precedentemente citati). A quel punto decise di sfruttare il successo avuto per finanziare quello che fu all’epoca il suo progetto più ambizioso: la web-serie “Fuga dalla Morte”, formata da 7 episodi dalla durata di 20 minuti circa (ognuno scritto, diretto ed interpretato da Michael stesso). Il primo episodio uscì su YouTube il 4 ottobre del 2013. La trama di questa web-serie era qualcosa che in Italia non si vedeva tutti i giorni nemmeno al cinema (tranquilli, non ci saranno spoiler): un ragazzo di nome Michael (interpretato da Michael Righini) ha un grande problema nel rapportarsi con il padre (interpretato dalla nota pornostar Franco Trentalance) nonostante sia passato molto tempo dal grave lutto (il nome della vittima sarà rivelato solo dopo, essendo importante ai fini della trama). L’unica persona che riesce a rendere Michael felice è la sua fidanzata di nome Silvia (interpretata da Silvia Sacchi). Tuttavia, mentre i due parlano in macchina, un camion li investe. Dopo l’incidente Michael si risveglia in un luogo dove non era mai stato prima: un castello circondato dal mare. In questo castello vagano diverse persone, alcune ferite gravemente ed altre no. Queste persone vengono continuamente braccate da soldati che prendono di mira anche Michael. A questo punto il protagonista dovrà scegliere la persona di cui fidarsi, anche se tutti quelli che incontra sono d’accordo su una cosa: il luogo in cui si trovano è il regno dei morti.

(Il cast della web-serie al completo in una foto promozionale)

A dispetto di tutti i lavori precedenti, stavolta qui ci troviamo di fronte a qualcosa di molto diverso. In questa web-serie i momenti comici non mancano, ma compaiono di rado e sono brevi, giusto per far prendere allo spettatore un sospiro di sollievo dai lunghi momenti seri ed altamente drammatici. Come protagonista infatti non abbiamo un personaggio allegro e spensierato, ma un ragazzo disperato nell’essere intrappolato in un posto in cui non vorrebbe essere (e qui il senso di claustrofobia dato dai luoghi del castello funziona alla grande) e da cui vorrebbe scappare. Non c’è nulla di prevedibile: da un momento all’altro infatti potrebbe accadere qualsiasi cosa e se ciò può aiutare il protagonista è un bene, altrimenti lo spettatore sarà ancora più in ansia di quanto non lo fosse dal momento in cui Michael è finito in questo posto. Michael è quindi una persona normale che finisce in una situazione orribile, una persona in cui chiunque ci si può immedesimare. Tutto infatti è basato sul mistero della trama e sulla caratterizzazione dei personaggi. Questi ultimi, sia quelli normali (come Alberto interpretato da Alberto Pagnotta), sia quelli misteriosi (come il ragazzo dagli occhi bianchi interpretato da Andrea Baglio), hanno tutti uno scopo preciso ai fini della trama e nulla è lasciato al caso. Gli attori che li interpretano, provenienti quasi tutti dai precedenti video di Michael, sono nella maggior parte convincenti, ma quelli che rubano principalmente la scena sono Michael Righini ed Andrea Baglio (uno degli attori più talentuosi che circolano in questo momento nel web). Non mancano poi comparse di alcune celebri web-star come Guglielmo Scilla, conosciuto dal web come willwoosh, e Claudio Di Biagio. Non solo ogni personaggio è ben approfondito, ma la trama, oltre ad essere originale alla base, è piena di colpi di scena che chiariranno la condizione di Michael ed appassioneranno sempre di più lo spettatore. Dal punto di vista tecnico invece le inquadrature sono ben fatte e si riesce ad apprezzare l’impegno di Michael nel voler creare qualcosa di decisamente più artistico, anche se siamo ancora lontani dai livelli professionali di una serie tv o di un film cinematografico. Infine i pochi effetti speciali che si vedono, nonostante il basso budget, sono ben realizzati e la colonna sonora, composta da Gabriele Marletta e da Enrico Zanforlin, è davvero incredibile e non ha niente da invidiare alle grandi produzioni cinematografiche (basta anche solo ascoltare la sigla per capirlo). Oltre alle musiche composte per la serie segnalo una bella canzone scritta appositamente per quest’ultima: “Don’t You” cantata da Claire Audrin. Tutti gli episodi si trovano tranquillamente sul canale principale di Michael Righini (potete guardare il trailer qui).

 

Non c’è da stupirsi che i fan di Michael, abituati per lungo tempo solo a video divertenti, furono molto straniti nel vedere proposto dal loro idolo qualcosa di serio e drammatico, ancora di più se in una veste fantasy che soprattutto all’epoca non eravamo purtroppo più abituati a vedere nel cinema e nella televisione italiana da molto tempo. Se quindi il primo episodio fece ancora delle ottime visualizzazioni, tutti gli altri ebbero dei risultati che non erano minimamente paragonabili a quelli abituali dei video comici di Michael (se si pensa poi che il video riguardante gli errori sul set della web-serie raggiunse quasi le stesse visualizzazioni del primo episodio…). Tuttavia, nonostante il pregiudizio dei fan e grazie all’alta qualità del prodotto creato, l’opera riuscì comunque a difendersi superando i 2 milioni e mezzo di visualizzazioni e diventò quindi una delle web-serie italiane di maggior successo in assoluto. Le critiche inoltre furono molto positive e ciò garantì a Michael una nomination ai Web-Show Awards del 2014 per la miglior Web-Serie, anche se l’ambito premio fu vinto dal gruppo comico dei The Jackal. Durante l’uscita della web-serie arrivò al cinema il film “Tutto Molto Bello” scritto e diretto da Paolo Ruffini. Michael era nel cast, ma purtroppo (o per fortuna, vista la qualità del film in questione) fece solamente una simpatica comparsa. Dopo l’ambizioso e faticoso lavoro svolto con “Fuga dalla Morte”, Michael Righini sorprese tutti tornando pochi mesi dopo, il 5 Marzo del 2014, con una nuova web-serie di nuovo scritta, diretta ed interpretata da lui: “Vita di Coppia”, formata da 7 puntate dalla durata di dieci minuti circa.

(Il logo della web-serie)

A differenza della precedente web-serie questa è un tributo alle sitcom e non fa altro che narrare in maniera molto ironica la vita di una coppia etera che vive sotto lo stesso tetto. La co-protagonista femminile è interpretata da Micol Damilano che, dopo l’esperienza in “Fuga dalla Morte”, è migliorata molto e riesce perfettamente a stare al passo di Michael. I toni quindi tornano ad essere quelli di una commedia, ma senza alcuna traccia di demenzialità: stavolta infatti Michael sceglie ancora di prendere in giro gli aspetti della vita quotidiana ma in maniera molto più realistica, perché tutto ciò che fa ridere nella sitcom potrebbe benissimo capitare o essere già capitato allo spettatore. Dal punto di vista estetico Michael sceglie di adottare un’unica inquadratura per concentrarsi principalmente sulla direzione del cast e sulla scrittura delle battute comiche. I pochi altri personaggi che compaiono sono interpretati da attori convincenti (molto gradito poi il ritorno di Luca Balduini come spalla comica, dato che in “Fuga dalla Morte” si era limitato in un normale cameo perché era impegnato ad aiutare Michael nelle riprese). Il risultato quindi è una web-serie molto gradevole che riesce a rappresentare bene l’italiano medio, anche se a livello di profondità siamo a livelli pari a 0, ma si vede che l’obiettivo di Michael non era quest’ultimo elemento.

 

Questo ritorno alla commedia fu molto ben accolto dal pubblico che apprezzò non poco questo format nuovo. Il primo episodio superò infatti il milione di visualizzazioni, mentre tutti gli altri superarono il mezzo milione per un totale di poco oltre i 5 milioni di visualizzazioni. Se si conta poi che, tra l’episodio 5 e l’episodio 6, in onore dei primi video del canale, uscì il corto demenziale “Come Smettere di Fumare? (Parte 2)” che superò tranquillamente il milione in poco tempo, si può dire che Michael non aveva arrestato per niente la sua corsa. Ma non era finita qui, perché “Vita di Coppia” fu solamente un piccolo assaggio per quello che sarebbe venuto poi dopo, dato che il 15 ottobre del 2014 uscì il primo episodio di una terza web-serie: “Come Mi Sono Innamorato di Te”, formata da 7 puntate dalla durata di 20 minuti circa. La trama stavolta è questa (sempre evitando gli spoiler): un ragazzo di nome Ethan (interpretato da Michael Righini) sta affrontando il suo primo anno di università e condivide un appartamento con i suoi amici Rocco (interpretato da Matteo Carbone) e Filippo (interpretato da Alberto Pagnotta). Il fratellastro di Ethan di nome Gabriel (interpretato da Andrea Baglio) vuole parlare con lui, ma Ethan rifiuta a causa dei precedenti di Gabriel con la droga, da cui è dipendente. Poco tempo dopo Ethan incontra una sua vecchia fiamma: Victoria (interpretata da Sandra Sold). I due hanno un rapporto sessuale, ma il giorno dopo di esso Victoria dice a Ethan che avrebbe continuato a stare con lui solamente se la relazione fosse stata seria. Ethan non è abituato a certe cose, ma a causa dell’attrazione che ha per Victoria decide di accettare. Dopo di ciò Gabriel cerca di parlare di nuovo con Ethan e stavolta quest’ultimo lo ascolta: l’oggetto del discorso è che Gabriel vorrebbe riavvicinarsi al fratello. Ethan inizialmente è titubante, ma alla fine accetta. Gabriel è molto felice di ciò, anche se purtroppo i fantasmi del suo passato cominceranno di nuovo a tormentarlo.

(Il cast della web-serie al completo in una foto promozionale)

Per quanto si stia parlando di nuovo di comedy, questa volta non siamo di fronte ad una sitcom formata da una raccolta di eventi quotidiani, ma ad una storia sentimentale con una narrazione precisa e lineare, molto più simile alle fiction della Rai (ma con una qualità decisamente più alta per quanto riguarda la sceneggiatura). Proprio per questo Michael decide certamente di rendere divertente il suo prodotto, ma senza mai mettere qualcosa di demenziale per lasciare il realismo nei dialoghi. Perché il succo principale della serie è la caratterizzazione ed il rapporto tra i personaggi, che sia sentimentale o meno. Michael, come aveva già fatto con “Fuga dalla Morte”, vuole ancora una volta che gli spettatori si immedesimino nei personaggi e lo fa con tutto il realismo e l’approfondimento possibile, riuscendoci bene. Ciò che aiuta ancora di più la messa in scena è la recitazione degli attori, perché stavolta non solo Michael Righini ed Andrea Baglio si dimostrano sempre molto capaci di interpretare i propri ruoli, ma anche i precedenti che avevano dato buone prestazioni in “Fuga dalla Morte”, ovvero Silvia Sacchi, Matteo Carbone e Alberto Pagnotta, si dimostrano qui notevolmente migliorati, specialmente Matteo Carbone che è davvero nato per fare il ruolo di Rocco. Anche la new entry Sandra Sold (che all’epoca era la vera fidanzata di Michael) si dimostrano convincenti, senza far credere di essere stata scelta solo per la sua fisionomia, mentre Alice Severi si dimostra decisamente sottotono, soprattutto rispetto al lavoro che aveva fatto nella precedente web-serie. Dal punto di vista tecnico ovviamente ritroviamo una regia decisamente più elaborata di “Vita di Coppia”, anche se inferiore a quella di “Fuga dalla Morte” dato che, anche a causa del genere, Michael si dimostra meno ispirato dal punto di vista visivo se si escludono le poche inquadrature panoramiche. Una regia quindi buona ma ancora lontana da quella di una serie tv ispirata tecnicamente, anche se la web-serie sarebbe comunque degna di essere trasmessa dalla Rai (tanto il livello visivo di diverse fiction sentimentali è questo, se non peggio). Infine la colonna sonora, formata principalmente da canzoni e da vecchi bellissimi temi composti da Gabriele Marletta per alcuni vecchi video impegnati di Michael (se si esclude uno composto direttamente per questa web-serie che non è per niente male), è decisamente adatta alle atmosfere della web-serie. Gli episodi non ci sono più nel canale principale (tra poco vi spiegherò il perché), ma li potete trovare raggruppati in un unico video da 1 ora e 20 nel canale “The Freaked Out” (potete vedere il trailer qui).

 

La risposta del pubblico a questa web-serie non tardò ad arrivare e fu entusiasta. Non solo le scene comiche furono apprezzate, ma ciò che catturò gli spettatori fu soprattutto la storia sentimentale tra i due protagonisti, senza togliere nulla agli altri personaggi che furono anche loro accolti in maniera molto calorosa. Tra le tre web-serie che Michael fece uscire fino ad allora, il successo di ascolti di “Come Mi Sono Innamorato di Te” fu quello più alto: i primi due episodi superarono ampiamente il milione di visualizzazioni, mentre i restanti superarono il mezzo milione senza problemi, per un totale approssimato di 7 milioni di visualizzazioni. Dopo questa esplosione gigantesca, a parte girare pochi video per Facebook dalla durata di massimo due minuti, Michael staccò la spina per pochi mesi, per poi ritornare a Febbraio con “Come Trovare l’Amore”, un cortometraggio che parla di un uomo che, dopo essersi lasciato, cerca disperatamente di incontrare una donna conosciuta in una chat di un programma per appunto “trovare l’amore”. Il cortometraggio cerca di fondere gli elementi realistici proposti da Michael negli ultimi tempi con quelli delle sitcom e senza nessun elemento demenziale (ad eccezione della scena del gorilla che è davvero un piccolo esilarante tocco di classe). Il cortometraggio fu ben accolto e le visualizzazioni superarono tranquillamente il mezzo milione.

(Matteo Carbone e Michael Righini in una scena del corto appena descritto)

Poco più di un mese Michael tirò fuori “La Donna Della Mia Vita”, un altro cortometraggio avente la trama di un uomo che, dopo essere stato più volte sfortunato in amore, vede la sua nuova ragazza come ultima speranza, mentre il suo cervello (impersonato sempre da Michael) continua a dirgli che è meglio evitare di lasciarsi andare di nuovo con l’amore. Probabilmente “La Donna della Mia Vita” è il miglior cortometraggio che Michael abbia mai fatto fino ad oggi, poiché analizza in una maniera perfetta il dualismo di un uomo che vuole ancora provare le forti sensazioni dell’amore ma che ha paura di essere deluso di nuovo. Il tutto viene accompagnato da pochi momenti ironici rappresentati dalla parte diffidente del personaggio, ma essi sono sempre gradevoli e non scadono mai nel demenziale. Anche la prestazione attoriale degli unici due attori, ovvero Michael Righini e Silvia Sacchi (tralasciando il simpatico cameo di Luca Balduini che migliora sempre di più), sono assolutamente perfette per le parti. L’unico difetto di questo cortometraggio è (senza fare spoiler) la scena dopo i titoli di coda che rovina il messaggio finale che il cortometraggio voleva lasciare, anche se per fortuna è molto facile ignorarla, perché più che una scena scritta per il cortometraggio sembra molto di più uno sfogo momentaneo messo in maniera del tutto casuale (e considerando che Michael si era lasciato da poco con la sua ultima fidanzata dalla quale poi nascerà una figlia qualche mese dopo, ciò non è da escludere). Il cortometraggio fu uno dei più grandi successi di Michael in assoluto, riuscendo quasi a triplicare le visualizzazioni di quello precedente, ma soprattutto ottenendo un gradimento del pubblico gigantesco, dato che il messaggio del video toccò il cuore di quasi tutti gli utenti.

(Michael Righini e Silvia Sacchi in una scena del corto appena descritto)

Dopo di esso uscirono altri due video che volevano essere una parodia delle situazioni classiche dei film, riprendendo lo stile dei primi lavori del canale. Dopo questi video, che ottennero ancora una volta ottime visualizzazioni, ci fu uno stop improvviso. A causa di impegni legati alla vita privata (tra cui l’essere diventato padre), Michael abbandonò le scene sul web per tutto il resto del 2015. In quel periodo tuttavia non mancarono comunque delle grosse soddisfazioni: Michael fu nominato ai MTV Awards come miglior web star, anche se venne battuto dal gruppo comico iPantellas. Dopo di ciò, verso la fine dell’anno, arrivò la soddisfazione più grande: il video “Come Trovare l’Amore” venne nominato ai Web-Show Awards come miglior cortometraggio, riuscendosi a portare a casa l’ambito premio. Dopo questa grande vittoria, per Michael era ormai giunto il momento di tornare sul web. Tuttavia decise di farlo su Facebook, facendo uscire i suoi nuovi video prima su quest’ultima piattaforma e poi su Youtube. Questo diminuì di certo le visualizzazioni del canale principale, ma ciò non era grave perché comunque Michael otteneva ottimi risultati dal nuovo utilizzo della piattaforma (e diversi video ottennero un grosso successo anche su Youtube). Il più grande successo su Facebook fu “I Ragazzi di Oggi” che riuscì ad arrivare a ben 7 milioni di visualizzazioni. Tuttavia, nonostante la grande quantità di video prodotti sia per Facebook che per Youtube, qualcosa cominciò a calare…. e non erano le visualizzazioni. A parte i due video “Restare Bambini…” e “Quando Lei Ti Lascia…” che mostravano sia degli intenti artistici che una forte dose di originalità (specialmente il primo video menzionato, il secondo è da lodare solo per l’originalità dell’impostazione e per il ritorno di Andrea Baglio), tutto il resto che uscì furono dei lavori davvero poveri di contenuti. Non che non facessero ridere (anzi, tutt’altro), ma ormai vedere video che trattavano sempre e solo di rapporti tra uomo e donna e di scene di vita quotidiana aveva davvero stufato. Anche la prima web-serie (se così si può definire, vista la breve durata degli episodi) creata per Facebook, “Amore Ti Odio”, nonostante le ottime visualizzazioni e le battute comunque riuscite, non sembrava altro che la versione povera di “Vita di Coppia”. Arrivò anche una grande occasione per Michael quando gli offrirono il suo primo lavoro televisivo: “Il Divano dei Pazzi”, una breve sitcom girata insieme al gruppo comico dei Nirkiop e mandata in onda durante le pause degli episodi dell’edizione di “Italia’s Got Talent” di quell’anno. La sitcom mostra delle coppie, sia etero che gay, trattate in maniera stereotipata, o parodie di personaggi famosi (come Batman ed Harry Potter), che intenti a commentare le puntate dello show attraverso battute comico-demenziali. Potete trovare tutti gli episodi (che hanno cambiato il titolo in “Gruppi d’Ascolto”) nel canale di “Italia’s Got Talent” su YouTube.

(Michael Righini e Silvia Sacchi nella puntata “Il Giudice Matano“)

Per quanto sono lieto che Michael abbia finalmente potuto realizzare qualcosa in televisione, ritengo purtroppo che il lavoro svolto sia stato il peggiore di tutta la sua carriera, nonostante l’impegno ed il divertimento dimostrato. Nulla di orrido, sia chiaro, ma i risultati sono ben lontani dai video creativi che aveva sempre realizzato. In poche parole il 2016 fu un anno in cui Michael Righini ebbe un forte calo di idee. Verso l’inizio del 2017 lo stesso Michael si definì risentito dal fatto che i video comici con determinati soggetti li stava facendo perché erano i fan a volerli e non perché era lui a volerlo. A quel punto, siccome Michael non si definiva più la “Bbestia” di Youtube, decise di cancellare dal canale i video in cui non rispecchiavano il Michael che ormai era cambiato, tra cui il suo celebre “Io Odio Gangnam Style”. Questo atto fu la dimostrazione che l’obiettivo di Michael era tutt’altro che le visualizzazioni. Michael infatti non era soddisfatto del suo lavoro se ciò doveva compromettere la sua qualità di artista. In questo modo, tra Gennaio ed Aprile, mentre su FB continuavano ad uscire piccoli sketch, su Youtube uscirono finalmente dei cortometraggi originali rispetto a quasi tutto ciò che era uscito l’anno precedente: “Rocckyo Balbocchio”, la presa in giro di “Creed” che inaugurò la prima casa di produzione fondata da Michael insieme ai suoi fidati collaboratori, la Dreamers Production, e “Vita da Videomaker”. Nonostante il nuovo passo in avanti di qualità, i video stavolta non ottennero le abituali visualizzazioni degli altri, specialmente “Vita da Videomaker” che, prima di riprendersi un po’ dopo mesi, non raggiunse neanche le centomila views. Ma i cali di ascolti possono capitare a chiunque e a Michael non importò ciò, soprattutto perché il piatto forte sarebbe arrivato a breve. Nella metà del 2016 Michael aveva infatti dato un importante annuncio: l’inizio della pre-produzione della seconda stagione di “Fuga dalla Morte”. La prima stagione infatti finiva con un finale aperto che faceva di tutto tranne che concludere le spiacevoli avventure del protagonista. Per lungo tempo Michael dovette lasciare tutto a metà, ma dopo quasi 3 anni decise che era giunto il momento di finire l’ambizioso progetto che aveva incominciato. Tuttavia i fondi non bastarono per riuscire a rilanciare tutto, così Michael si affidò ad un Crowdfunding che riuscì a raggiungere i 15.000 euro. Le riprese durarono quasi tutta l’estate e, dopo un ultimo bel cortometraggio uscito a fine Luglio ed intitolato “Come Baciare una Ragazza???”, Michael sospese quasi ogni attività su Youtube per dedicarsi interamente alla serie che doveva uscire l’anno dopo. La seconda stagione si dimostrò un progetto ancora più ambizioso di quella precedente, perché fu la prima web-serie in tutta Italia ad essere girata in 4K. Inoltre la serie non fu divisa in 7 episodi dalla durata venti minuti circa come la prima stagione, ma in 4 episodi dalla durata di minimo 50 minuti. L’obiettivo di Michael infatti, oltre a quello di completare finalmente la storia, fu di cancellare ogni tipo di amatorialità che era sempre stato presente in ogni sua web-serie, facendo in modo che l’ultima di queste avesse l’aspetto di una vera serie TV. Dopo un lungo lavoro di post-produzione, il 4 Maggio del 2018 uscì il primo episodio della seconda stagione.

(Foto promozionale della web-serie)

La sceneggiatura (senza fare spoiler) all’inizio mantiene la stessa ottima qualità della prima, riuscendo sempre ad essere originale e mai banale. Ma man mano che la storia va avanti riesce sempre di più a superare il suo predecessore fino a quando finalmente si riesce a capire quale sia l’obiettivo di questa web-serie. “Fuga dalla Morte” non punta solo ad essere un thriller oscuro ottimamente ben scritto, ma vuole essere soprattutto un’opera filosofica che aiuti l’uomo ad affrontare il tema della morte. I discorsi che ci sono in questa stagione riguardante il messaggio che cerca di mandare sono trattati in una maniera straordinaria. Questi tipi di discorsi si sono sicuramente già sentiti, ma sono comunque dei discorsi importanti da tramandare a numerose generazioni e quindi vanno sempre raccontati, affinché essi non vengano mai dimenticati. Inoltre il modo in cui Michael Righini affronta l’argomento è talmente originale che non si può non lodare. Viene anche finalmente spiegato lo scopo di tutti i personaggi dell’opera e la psicologia del protagonista viene approfondita in maniera magistrale e definitiva, completando finalmente il cerchio. Per quanto Michael Righini ed Andrea Baglio continuino a rubare la scena, il livello degli attori è migliorato parecchio rispetto alla precedente stagione ed anche le new entry non si dimostrano impreparate. Le musiche poi sono sempre di ottima qualità (la sigla riarrangiata da Gabriele Marletta non era mai stata così bella da ascoltare). Ma non è finita qui: come spiegato da me in precedenza, l’unico difetto della prima stagione di “Fuga dalla Morte” era la regia che, pur essendo buona per una piattaforma del genere, dimostrava comunque di essere decisamente amatoriale. In questa seconda stagione Michael Righini dimostra non solo di non essere più un regista amatoriale, ma di essere un vero e proprio autore dal punto di vista visivo oltre che dal punto di vista della scrittura: ci sono tanti guizzi bellissimi che rendono la serie un vero e proprio spettacolo per gli occhi. La web-serie adesso non solo dal punto di vista tecnico sembra un prodotto ad alto budget girato per la TV, ma in diversi punti sembra visivamente un’opera destinata ad essere vista al cinema (molte inquadrature meritano infatti di essere gustate in una sala gigantesca). La seconda stagione di “Fuga dalla Morte” non è solo il capolavoro assoluto di Michael Righini, ma è una delle migliori opere a puntate che siano mai state prodotte in Italia. Solamente “Gomorra” e “Romanzo Criminale” riescono a tenergli testa, perché tutte le altre produzioni vengono divorate dalla qualità di questo prodotto che entra sicuramente nella lista dei migliori lavori italiani che cercano di portare di nuovo originalità, compresi i film cinematografici. L’intera seconda stagione si trova sempre nel canale principale di Michael (potete guardare il trailer qui)

 

Dopo questo risultato incredibile, il quale lo stesso Michael definirà come il lavoro di cui fino ad oggi è più orgoglioso, quale fu la risposta del pubblico dopo diversi mesi di assenza del loro idolo dal web? Purtroppo fu incredibilmente negativa: il primo episodio a malapena riuscì a superare le 100.000 visualizzazioni, mentre gli altri tre non riuscirono nemmeno ad arrivare alla cifra appena menzionata, per un totale di 400.000 visualizzazioni. Nonostante le critiche entusiastiche avute dopo la fine della web-serie, quest’ultima ebbe il peggior risultato di ascolti mai raggiunto da Michael per una sua opera divisa a puntate. Nonostante il risultato mai raggiunto prima d’ora non solo nel web, ma nelle produzioni televisive e cinematografiche, il pubblico, per mancanza di interesse, non volle premiare e non premia ancora tutto ciò. Si può capire quindi la cocente delusione avuta da Michael dopo che aveva messo tutto sé stesso nel suo progetto più ambizioso…. e la risposta non tardò ad arrivare.
Un mese dopo la fine di “Fuga dalla Morte” Michael pubblicò un video intitolato “Intervista Doppia: La Bbestia vs Michael Righini”. Il video in questione ha le stesse caratteristiche di un’intervista doppia che ora va di moda su Youtube, con la differenza che gli intervistati non sono due persone, ma Michael e la sua controparte che tantissima gente ha sempre amato. Si può capire dove il video vuole andare a parare da una semplice domanda detta nell’intervista: “Qual è la tua professione?”

Risposta di Michael: “Ho fatto per diversi anni il manovale, poi dopo ho fatto il commesso da Blockbuster ed infine, da 5 anni, faccio il videomaker da libero professionista.”

Risposta della Bbestia: “Lo youtuber.”

Quando la gente pensa alla parola “youtuber”, la prima cosa che viene in mente è o un ragazzo che gioca ai videogame o uno che gira corti comici. Spesso la gente non capisce che lo youtuber comprende tantissimi tipi di professioni che vedono anche la recitazione, la regia, il disegno, il montaggio e il giornalismo. Michael ormai è stufo di essere etichettato dalla gente con la prima definizione, ma soprattutto è stufo non dei suoi fan che lo vedono come un artista, ma di quelli che vogliono sempre e solo vederlo esclusivamente come comico e che sfortunatamente sono in netta maggioranza rispetto alla prima fetta di fan menzionata. Ormai quel ragazzo che voleva fare video solamente per divertire è quasi morto, perché il Michael di adesso ha altre ambizioni, ha altri obiettivi. Il Michael di oggi vuole guadagnare facendo quello che gli piace: vuole essere un artista che possa approdare al cinema. Ha anche recentemente cancellato dal canale la web-serie “Come Mi Sono Innamorato di Te” per due motivi: il primo è perché Sandra Sold non sarebbe tornata nel ruolo e Michael detesta cambiare attori per interpretare gli stessi personaggi. Il secondo è perché registicamente la commedia non è un genere di cui si vuole occupare. Per questi due motivi, piuttosto che lasciare la storia incompleta, ha deciso di cancellarla. Sia chiaro, Michael ha affermato di non volere rinunciare affatto alla commedia, ma solo nelle vesti di attore, perché nelle vesti di regista e sceneggiatore è deciso a cimentarsi in ben altro. Nonostante la delusione, Michael è deciso a non arrendersi e continuerà a cimentarsi nelle sue nuove creazioni, tra cui un lungometraggio che vorrebbe fare uscire su Youtube nel caso nessuna casa di distribuzione lo considerasse. Tutto ciò è un vero peccato, perché Michael è un artista che con pochi soldi riesce a fare ciò che le case italiane con i milioni non riescono ad ottenere e se una casa di distribuzione lo considerasse anche un po’, state sicuri che si farebbe notare subito. Michael è l’artista sul web che più di tutti merita di finire al cinema e se non ci riesce la colpa è anche soprattutto di chi non ultimamente non gli sta dando il giusto sostegno. E’ colpa di chi continua sempre ad avere pregiudizi, di chi non crede che in Italia si può fare qualcosa di diverso, se i percorsi continuano ad essere molto lenti. Nel frattempo la corsa di “Fuga dalla Morte” continua, perché non solo Michael ha deciso di portare la serie nei festival internazionali, ma a breve la farà, senza ancora una data precisa, uscire anche in dvd e blu-ray. Come dite? Non avete intenzioni di spendere soldi in una web-serie solamente per fiducia? Allora andate su Youtube, dove potrete vedere tutti gli episodi gratis in modo da sostenere comunque questo grande progetto senza spendere nulla. In questi ultimi tempi Michael, in attesa della realizzazione di un nuovo ambizioso progetto, continua, insieme alla sua celebre spalla Matteo Carbone, a fare video comici molto più brevi rispetto al solito (non superano mai i 5 minuti) ma attraverso una costanza di almeno al video a settimana. La realizzazione è molto più semplice, ma tutto ciò è voluto in modo da divertirsi di più con il loro lavoro senza fare delle cose forzate dal lato artistico, ottenendo sia alti (basti pensare al video “Apple Siri Parodia – Com’è stato creato VS Come viene usato“) che bassi (basti pensare al video “Quando Incontri la Tua Ex“).  Auguriamo noi tutti una buona fortuna a Michael affinché possa finalmente diventare attore, regista e sceneggiatore nel mondo del cinema che è difficile da raggiungere, ma non impossibile.

 

(Questo articolo è stato scritto e curato da Andrea Barone)