Avrete sicuramente sentito parlare di “The Nun: La Vocazione del Male”, l’ultimo horror appartenente all’universo di “The Conjuring” e che in questo momento sta spopolando nelle sale italiane. A breve il film diventerà infatti il più grande successo della serie al botteghino italiano (cosa un po’ immeritata, dato che tra tutti quelli usciti fino ad ora è il capitolo più banale).

(il poster del famoso horror)

Proprio in base a questo successo, rispolveriamo una singolare vicenda accaduta con questo film diverse settimane fa e che riguarda proprio la piattaforma di Youtube. E’ inutile ribadire che la piattaforma sia ormai quella più usata per rilasciare trailer, clip e spot tv allo scopo di pubblicizzare i film prodotti e distribuiti dalle grandi major e non. Uno degli spot riguardanti “The Nun”, dalla durata di 6 secondi, ha avuto un ottimo impatto sul web… e forse troppo. Diverse persone infatti si sono lamentate perché lo spot in questione è stato troppo spaventoso. Youtube allora ha immediatamente rimosso lo spot per poi ricaricarlo, ma aggiungendo una scritta che avvisa lo spettatore della presenza di un forte jumpscare e riducendo in questo modo ogni forma di sorpresa e di paura. Come dovremmo sapere tutti, l’horror è il genere di cinema che per eccellenza ha la funzione di dover spaventare lo spettatore, anche a costo di farlo saltare dalla poltrona. Se questo spot fosse stato fatto per un film per famiglie, la reazione si sarebbe potuta capire…. ma a quanto pare molta gente ha davvero avuto il coraggio di lamentarsi perché la pubblicità di un horror ha spaventato molto. A questo punto mi aspetto una persona che crolla dalla poltrona dalle risate per la pubblicità di un film comico e che successivamente cita per danni la casa di produzione perché il trailer fa troppo ridere. Youtube inoltre negli ultimi tempi cerca di mantenere l’immagine pubblica nel livello più positivo possibile, riuscendo però in molti casi a risultare eccessiva (basti anche solo pensare al caso “Adpocalypse” scoppiato poco più di un anno fa). L’ultimo esempio di questo correre ai ripari eccessivo è riportato proprio dal fatto che la piattaforma abbia deciso di accontentare le critiche idiote di queste persone solamente perché qualche bambino ha pianto, visto che il genitore è troppo distratto o occupato per controllare che il figlio non veda contenuti non adatti a lui come il trailer di un horror. Se si ragionasse sempre in questa maniera, state sicuri che sulla piattaforma l’horror non potremmo vederlo neanche nei video non elencati, ma per fortuna l’idiozia non influenza ancora la maggior parte della gente (almeno in questi casi).

(articolo scritto e curato da Andrea Barone)

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