Dopo il video del noto gamer americano Mark Edward Fischbach, conosciuto nel web come Markiplier, nel quale ha espressamente evidenziato che YouTube negli ultimi tempi sia affetto da numerosi bug (tra cui il calo delle visualizzazioni), diversi youtubers italiani hanno parlato di questo problema. Tutto è cominciato il 27 ottobre con il gamer Lorenzo Ostuni, conosciuto nel web come Favij, che, una volta visto il video di Mark Fischbach, ha immediatamente avvisato gli utenti evidenziando in un video che il calo delle visualizzazioni improvviso non sia colpa dei creatori di contenuti. Dopo questo appello diversi utenti hanno risposto ed ognuno ha espresso la propria considerazione, come il comico Riccardo Dose (al quale poi Lorenzo Ostuni ha risposto in un secondo video decisamente più approfondito del precedente) ed il recensore cinematografico Mattia Ferrari, conosciuto nel web come victorlaszlo88. È inutile evidenziare quanto il parlare di “morte” di YouTube sia sicuramente una cosa esagerata che accade ogni volta ci sia qualcosa che possa compromettere le visualizzazioni degli utenti del web, perché una piattaforma così importante e usufruita deve subire ben altre scosse per arrivare ad un vero e proprio fallimento.

La risposta più interessante è stata quella del gamer Stefano Lepri, conosciuto dal web come St3pNy, nel quale quest’ultimo afferma che se il calo delle visualizzazioni è dovuto in parte a dei bug, dall’altra parte c’è anche il problema riguardante il fatto che nella piattaforma ci siano moltissimi contenuti rispetto al numero degli utenti. In questo modo uno spettatore di YouTube che non può dedicare molto tempo alla piattaforma è costantemente indeciso tra le varie tipologie di video che gli vengono date. Per capire bene questa cosa voglio fare un esempio banale: per quale motivo il comico Karim Musa, conosciuto nel web come Yotobi, non ha mai subito un calo di visualizzazioni risultando sempre tra i primi nelle tendenze? Per la qualità dei video? Non soltanto, perché l’altro motivo fondamentale è il fatto che non ci sia nessun altro canale su YouTube Italia che utilizzi lo stesso stile di Karim Musa (avete per caso visto un altro late show nei meandri del web italiano?). I generi di video diffusi di più sulla piattaforma possono invece creare una forte indecisione nel pubblico, per questo è necessario che gli artisti o gli intrattenitori cerchino di distinguersi il più possibile dagli altri.

In questa situazione i gamer hanno una grossa possibilità di subire un rischio maggiore rispetto ad altri creators, perché tutti, al di là della differenza di personalità e della varietà minima dei video, presentano sempre lo stesso identico stile da anni: giocare ai videogiochi facendo battute e creare dei vlog, il tutto realizzato attraverso un tempo lavorativo di almeno un video al giorno. Un simile sistema applicato in un tempo così lungo è destinato a stancare il pubblico a breve, quindi non è un caso che il calo di visualizzazioni colpiscano soprattutto loro. Anche se il calo di popolarità non sta davvero avvenendo attraverso una situazione critica, non c’è da stupirsi che dei creatori di contenuti siano preoccupati. La soluzione più ovvia è creare qualcosa di nuovo che possa portare gli utenti all’interessamento.

Ho già evidenziato in un articolo come i gamer non siano affatto delle persone che non lavorino, ma in esso ho anche evidenziato come sia la forma d’intrattenimento minore dal punto di vista della qualità. Alcuni gamer hanno annunciato di voler cominciare a cambiare i propri contenuti, come lo stesso Lorenzo Ostuni ha dichiarato proprio in una puntata del Late Show di Karim Musa che a breve avrà una troupe lavorativa (un elemento che hanno soprattutto i creatori di prodotti audiovisivi come i video comici e le web-series). Se questa leggera crisi di YouTube sarà in grado di spronare i gamer a differenziarsi nel mondo dello spettacolo in modo da creare qualcosa di più originale e artistico, allora tutto quello che sta avvenendo è un bene. Speriamo che le loro parole non siano lontane dai fatti.

(Questo articolo è stato scritto e curato da Andrea Barone)

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